Plastica: i nomi delle multinazionali che più inquinano al mondo

Plastica: i nomi delle multinazionali che più inquinano al mondo

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Tempo di lettura: 2 min

Di Francesca Mancuso

Per il terzo anno consecutivo, The Coca-Cola Company, PepsiCo e Nestlé sono stati nominati come i più grandi inquinatori del mondo per la produzione di plastica. Lo ha rivelato il rapporto di Break Free From Plastic “BRANDED Vol III: Demanding Corporate Accountability for Plastic Pollution” pubblicato in questi giorni.

Impossibile negarlo. L’inquinamento da plastica è uno dei problemi ambientali più gravi al mondo e le multinazionali ne sono in gran parte responsabili, secondo un nuovo studio. Coca-Cola, PepsiCo e Nestlé sono state nominate come principali inquinatori di plastica del mondo per il terzo anno consecutivo.

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Quest’anno, l’audit del marchio Break Free From Plastic, un’iniziativa annuale di azione cittadina che prevede il conteggio e la documentazione dei marchi in relazione ai rifiuti di plastica trovati nelle comunità di tutto il mondo, ha raccolto 346.494 pezzi di plastica da 55 paesi. Inoltre, per l’edizione 2020 del dossier Break Free From Plasticha preso in particolare considerazione anche il lavoro essenziale dei volontari che si occupano di raccogliere i rifiuti soprattutto nel Sud del mondo, e l’impatto che la plastica monouso di basso valore ha sui loro mezzi di sussistenza.

E i risultati confermano che tra i più grandi produttori ci sono Coca-Cola, Pepsi e Nestlé. Purtroppo queste grandi aziende da 3 anni sono al vertice della triste classifica. A seguire troviamo Unilever, Mondelez, Mars, P&G, Philip Morris, Colgate-Palmolive e Perfetti.

“Non sorprende vedere gli stessi grandi marchi sul podio dei principali inquinatori di plastica del mondo per tre anni consecutivi. Queste aziende affermano di affrontare la crisi della plastica eppure continuano a investire in false soluzioni collaborando con le compagnie petrolifere per produrre ancora più plastica. Per fermare questo caos e combattere il cambiamento climatico, multinazionali come Coca-Cola, PepsiCo e Nestlé devono porre fine alla loro dipendenza dagli imballaggi di plastica monouso e abbandonare i combustibili fossili “, ha detto Abigail Aguilar, Coordinatore regionale della campagna per la plastica di Greenpeace Sud-est asiatico.

Un totale di 13.834 rifiuti in plastiche del marchio Coca-Cola sono stati registrati in 51 paesi. Si tratta di una quantità di plastica maggiore rispetto alla somma degli altri due principali inquinatori globali messi insieme. A seguire troviamo PepsiCo con 5.155 rifiuti in plastica trovati in 43 paesi e Nestlé con 8.633 in 37 paesi. Secondo il dossier, nonostante i buoni propositi è stato un registrato un aumento del numero di prodotti in plastica rispetto allo scorso anno.

Nell’ultimo rapporto della Ellen MacArthur Foundation, è stato chiarito che queste società non hanno compiuto progressi nell’affrontare la crisi dell’inquinamento da plastica. La plastica monouso ha effetti devastanti non solo sulla nostra Terra ma soprattutto per le popolazioni più povere: le comunità del Sud del mondo stanno assistendo alla rapida escalation di imballaggi in plastica monouso di bassa qualità immessi sul mercato in modo aggressivo dalle principali multinazionali.

“Le principali società inquinanti del mondo affermano di lavorare duramente per risolvere l’inquinamento da plastica, ma invece continuano a pompare imballaggi di plastica monouso dannosi. Dobbiamo fermare la produzione di plastica, eliminare gradualmente il monouso e implementare sistemi di riutilizzo robusti e standardizzati. Coca-Cola, PepsiCo e Nestlé dovrebbero essere all’avanguardia nella ricerca di soluzioni reali “, ha concluso Emma Priestland, Global Corporate Campaigns Coordinator di Break Free From Plastic.

Fonte: GreenMe

Fonte foro: europatoday

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