Il centrodestra scricchiola ma si assicura le due Camere

Il centrodestra scricchiola ma si assicura le due Camere

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Con l’elezione ieri mattina del leghista Lorenzo Fontana a Presidente della Camera si è conclusa una due giorni intensa per il nuovo Parlamento, e soprattutto per la maggioranza di centrodestra che si appresta a governare il Paese

Di Massimo Cascone

Che ci fosse aria pesante tra la Meloni e Berlusconi non era un segreto. Molte le voci che ultimamente hanno circolato circa le contrapposizioni tra i due schieramenti alleati rispetto ai nomi che dovrebbero comporre la squadra di governo, con il Cavaliere che più di una volta ha sottolineando l’importanza di veder riconosciuti a Forza Italia i giusti meriti e la leader del partito di Via della Scrofa che ha sempre controbattuto che nessun nome può essere imposto, poichè è necessario un governo di spicco dove nessuno ha la poltrona assicurata.

Arriviamo così a ieri mattina, quando i senatori della nuova legislatura si riuniscono a Palazzo Madama per eleggere la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato. Nella seduta presieduta temporaneamente dalla senatrice a vita Liliana Segre, la coalizione di centrodestra, che sulla carta ha i numeri per imporre facilmente il proprio candidato (115 senatori), si presenta però spaccata. Mentre la Lega infatti è fedele alla linea della futura premier, Berlusconi ha intimato ai suoi senatori di non partecipare all’elezione come ripicca al veto posto dalla Meloni a Licia Ronzulli come nuovo Ministro della Sanità.

Senza Forza Italia il centro destra non ha la maggioranza, poichè la somma dei 66 voti di Fratelli d’Italia, dei 29 della Lega e dei 2 di Noi Moderati fa 97…mancano quindi 7 voti per arrivare a 104 e imporre Ignazio La Russa come presidente! (ricordiamo che il nuovo senato è composto da 200 senatori eletti + 6 a vita, per un totale di 206).

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Berlusconi e la Casellati si recano comunque al voto, facendo crescere a 99 il numero dei senatori che tecnicamente vota compatto, ricordando agli altri 16 senatori del partito di fare scheda bianca. La preoccupazione sale quando 2 voti, quasi sicuramente leghisti, vanno a Roberto Calderoli, facendo ritornare a 97 il risultato atteso e vanificando le speranze che già alla prima votazione ci possa essere la fumata bianca.

Incredibilmente però ecco il colpo di scena: Liliana Segre annuncia che con 116 voti Ignazio La Russa è il nuovo Presidente del Senato; un voto in più rispetto ai 115 che il centrodestra avrebbe avuto se fosse stato compatto, 19 in più rispetto a quelli attesi (16 voti non arrivati da Forza Italia e 2 voti leghisti andati a Calderoli). In Aula scatta l’applauso ma a farla da padrone è uno sgomento generale. Giorgia Meloni ha umiliato Silvio Berlusconi dimostrando che il suo partito può imporsi se necessario.

Terminato il voto parte la caccia ai franchi tiratori ed è un tutti contro tutti. Berlusconi si complimenta con l’amico di lunga data La Russa, che aveva mandato “a quel paese” pochi muti prima, dicendogli di ringraziare il voto dei senatori a vita. Il loro apporto però non basta a raggiungere il numero 116, neanche se sommati ai 9 di Azione/Italia Viva. Qualcuno, probabilmente o tra i senatori del centrosinistra o tra quelli del Movimento 5 Stelle, ha aperto una porta per una possibile collaborazione con la coalizione di maggioranza. Chi è stato non lo possiamo sapere, dovremo attendere ulteriori sviluppi soprattutto se alle consultazioni Forza Italia non si presenterà in coalizione, situazione improbabile ma non da scartare in questo momento.

Riprendendo invece quanto accennato a inizio articolo, le cose sono andate molto più lisce questa mattina per quanto riguarda il voto alla Camera. Già ieri infatti Forza Italia aveva annunciato che avrebbe sostenuto il candidato della Lega, inizialmente individuato in Riccardo Molinari, successivamente “scaricato” per far posto a Lorenzo Fontana. Questa mattina al quarto scrutinio Fontana ha ricevuto 222 voti su 197 richiesti aggiudicandosi il ruolo di terza carica dello Stato.

 

Fonte: ComeDonChisciotte.org

Italia Politica