Accordo sul clima di Parigi: dopo 5 anni tante parole e pochi fatti. Fridays for Future ci chiede di fare una promessa

Accordo sul clima di Parigi: dopo 5 anni tante parole e pochi fatti. Fridays for Future ci chiede di fare una promessa

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Tempo di lettura: 2 min

Di Francesca Biagioli

Sono passati 5 anni dall’Accordo sul clima di Parigi. Cosa è stato fatto per raggiungere l’obiettivo di limitare l’aumento di temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C? Poco o niente, ed è sotto gli occhi di tutti. A ricordarcelo, e a chiedere a tutti noi di fare una promessa e lottare per raggiungere l’obiettivo più ambizioso (quello di limitare l’aumento a 1.5°C), è Fridays for Future.

I nostri leader ci hanno deluso. Ci hanno riempito le orecchie di promesse, slogan e bugie. Hanno firmato un accordo senza rispettarlo. In questo modo, mettono in pericolo il nostro presente ed il nostro futuro. La crisi climatica colpisce già tutti al mondo. Gli scienziati sono stati chiarissimi: se non affrontiamo subito l’emergenza climatica, non ci sarà più alcuna possibilità di rimediare. Non possiamo permetterlo. Non possiamo rassegnarci alla loro inazione.

Inizia così l’appello di Fridays for Future,  movimento globale per la giustizia climatica e ambientale composto ormai da ragazze e ragazzi di tutto il mondo, che ora ci chiedono di firmare insieme a loro una promessa: fare tutto il possibile per limitare il riscaldamento globale a 1.5°C, quando attualmente stiamo già a 1.2°C.

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“Dobbiamo restare uniti promettendo a noi stessi e agli altri che non smetteremo di protestare finché i leader mondiali non cercheranno di raggiungere un cambiamento fondamentale del sistema per combattere l’ingiustizia climatica e raggiungere gli obiettivi che hanno accettato di raggiungere. Con questa promessa, ci impegniamo a lottare per 1.5. #FightFor1PointFive!

È chiaro che i leader mondiali non stanno mantenendo gli impegni presi a Parigi e lo testimoniano in modo chiaro proprio alcuni dei ragazzi del movimento come Mitzi Jonelle Tan dalle Filippine che ha dichiarato:“La mia casa, le Filippine, è stata colpita da un tifone dopo l’altro, con un dolore sempre crescente. Combattere per 1,5°C è cruciale per la mia sopravvivenza e per la sopravvivenza di tanti nel Sud del mondo”.

Incendi, alluvioni, scioglimento dei ghiacci, estinzione di varie specie animali, non è più possibile rimandare. La comunità scientifica ha già parlato chiaro sulle conseguenze di un riscaldamento globale pari a 2 gradi centigradi:

“Eppure i leader ne discutono ancora come fosse un obiettivo. Questo è inaccettabile. È giunto il momento di fare le nostre promesse – ci ricorda Friday For Future – In assenza di una leadership forte, facciamo questa promessa, l’uno all’altro e al pianeta : noi ci impegneremo a chiedere cambiamenti e responsabilità. Noi lotteremo per il mondo che vogliamo”.

Proprio oggi in tante città del mondo (Italia compresa), rispettando le norme anti-Covid, il movimento è tornato in piazza per ricordare gli impegni presi a Parigi ormai 5 anni fa e che non sono mai stati rispettati.

Già l’anno scorso il rapporto annuale Born to be Green, pubblicato da Climate Transparency, aveva evidenziato come nessun paese del G20 stava rispettando gli accordi sottoscritti nel 2015 a Parigi, Italia inclusa.

Non c’è più tempo da perdere “i prossimi 5 anni devono essere rivoluzionari”, non possono assolutamente essere come i precedenti 5 in cui abbiamo assistito ad una sorta di immobilismo.

Non ci resta quindi che firmare anche noi questa promessa (condividendola sui social con l’hashtag#FightFor1Point5) e lottare con le unghie e con i denti per fare in modo che il futuro del nostro pianeta ci sia, come prima cosa, e sia roseo per tutti in ogni parte del mondo.

Fonte: Fridays for future, GreenMe

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