Argentina: la dittatura e le persecuzioni con fini economici

Argentina: la dittatura e le persecuzioni con fini economici

Spread the love
Tempo di lettura: 2 min

Di Andrés Volpe

È iniziato il processo sul caso Chavanne-Siderúrgicas Grassi presso il Tribunale Federale numero 5 della città di Buenos Aires, istruito dal giudice Daniel Rafecas. Il processo approfondisce la persecuzione ad opera di civili e militari contro certi gruppi imprenditoriali durante l’ultima dittatura argentina solo per affari e accumulare potere economico.
Gli imputati sono Alfredo Etchebarne, titolare della Comisión Nacional de Valores (CNV), durante il Colpo di Stato ed uno dei referenti civili del regime), e Raùl Guglielminetti (in foto) (ex agente civile di intelligence dell’Esercito. Anche l’ex comandante di Gendarmeria Víctor Enrique Rei e il colonello in pensione Francisco Obdulio D’Alessandri, ambedue deceduti rispettivamente nel 2014 e 2018, hanno dichiarato nel dettaglio come la dittatura, attraverso complici civili e l’intervento della Comisión Nacional de Valores, si è appropriata di imprese, previa persecuzione e sequestro dei legittimi proprietari (28 persone, tra dirigenti, avvocati e familiari): in questo caso, lo spoglio della Banca di Hurlingham che avevano acquisito, le imprese Chavanne e Grassi.
Secondo Rafecas, la dittatura “diede vita a una squadra di lavoro o ‘gruppo de tareas’ con il compito di investigare illegalmente il trasferimento di azioni dalla Banca di Hurlingham” che si traduceva in “una chiara persecuzione contro gruppi economici determinati”, c’era un “interesse specifico dei repressori in trovare il denaro che avrebbe ottenuto l’organizzazione Montoneros con il sequestro a scopo di estorsione dei fratelli Juan e Jorge Born”.
I sequestrati (anno 1978) furono trasportati al centro clandestino operativo a Campo de Mayo, dove furono interrogati e torturati. I testimoni hanno riconosciuto la partecipazione di Etchebarne, così come di avvocati e contabili della CNV e della Banca Centrale della Repubblica Argentina (BCRA) che facevano da supporto al ‘grupo de tareas’. Agli inizi del 1979, la maggior parte furono liberati. Ad eccezione di Juan Claudio Chavanne il quale, così come gli altri, rimase a disposizione del PEN (Potere esecutivo nazionale), ma detenuto fino a 1981.

Segui Vivere Informati anche su FacebookTwitter e Instagram per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dall’Italia e dal mondo


La Segreteria di Diritti umani della Nazione, parte dell’accusa, ha dichiarato in un comunicato, che Etchevarne presentò una denuncia penale contro entrambe le imprese per “sovversione economica”. Pochi giorni dopo intervenne il comandante del Primo Corpo dell’Esercito, Carlos Guillermo Suárez Masón. Pertanto, si delineò un ‘grupo de tareas’ misto tra le forze armate e la CNV (Comisión Nacional de Valores) per indagare illegalmente sul bonifico di azioni della Banca di Hurlingham tra i gruppi economici. Graiver-Chavanne-industrie Siderurgiche Grassi S.A. Etchebarne dispose a quel punto di intervenire la banca insieme al generale Alfredo Cassino (direttore della Banca Centrale). Il giudice federale Rafael Sarmiento applicò la legge di Sicurezza Nazionale del 1974 ed espropriò i proprietari della Banca Hurlingham, cioè gli impresari del gruppo Chavanne ed industrie Grassi. Il segretario per i Diritti umani della nazione, Horacio Pietragalla ha detto: “Questo è un processo fondamentale perché dimostra con chiarezza la trama civico-militare dell’ultima dittatura” e ha aggiunto che “è indispensabili che sia giudicata la responsabilità di civili che da posti chiave in ambiti economici e politici parteciparono a delitti di lesa umanità. È un impegno dello Stato avanzare su questa linea”.

Tratto da: Antimafiaduemila

Pensi che alle tue amiche e ai tuoi amici possa interessare questo articolo? Condividilo!

Giustizia Mondo