Torino. Manifestazione a Confindustria contro la morte di due ragazzi: quattro arresti e misure restrittive

Torino. Manifestazione a Confindustria contro la morte di due ragazzi: quattro arresti e misure restrittive

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Vennero lanciate uova di vernice contro il palazzo e si cercò di forzare la porta d’ingresso per entrare negli uffici. Sei carabinieri e un funzionario di polizia si fecero refertare.

Come è sua natura e tradizione, la Procura di Torino  ha usato la mano pesante contro i manifestanti confermando così quel modello repressivo “sabaudo” che abbiamo conosciuto sulla Val di Susa.

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Contro gli arresti di Torino ha preso posizione Potere al Popolo con un comunicato:

“Stamattina (12 maggio) a Torino la polizia ha arrestato 11 giovani. Tra loro alcuni nostri attivisti. I fatti contestati sono relativi alla manifestazione per Lorenzo, lo studente morto durante e a causa dell’alternanza scuola-lavoro. Migliaia di giovani si riversarono in strada a Roma, Napoli, Torino, Milano, nei giorni seguenti e per settimane.

I cortei furono violentemente attaccati dalle forze di polizia, caricati dalle forze dell’ordine tanto che la Ministra Lamorgese ebbe la pessima idea di dare la colpa delle cariche indegne a presunti “infiltrati” tra i manifestanti…
E oggi gli arresti e le misure cautelari per 11 giovani, accusati dalla Digos torinese semplicemente perché il 18 febbraio si radunarono con altri per contestare duramente l’Unione degli Industriali.

L’alternanza scuola lavoro va abolita.
Confindustria non può beneficiare di lavoro gratuito di minorenni con l’appoggio istituzionale. I nostri giovani devono essere liberi di manifestare per cambiare lo schifo che gli è stato lasciato in eredità”. Tutte e tutti libere/i!

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Qui il comunicato della Usb sugli arresti di Torino

Solidarietà e sostegno di USB agli studenti arrestati per i fatti di Torino. Formiamo un mondo diverso

USB Scuola, insieme ad USB Confederale, esprime la massima solidarietà e il massimo sostegno politico, sindacale e legale agli studenti e agli attivisti che stamattina all’alba sono stati oggetto di provvedimenti giudiziari per i fatti avvenuti a Torino il 18 febbraio, in occasione delle mobilitazioni studentesche che,  in tutta Italia, denunciavano la morte pochi giorni prima del sedicenne Giuseppe Lenoci, studente dell’Istituto degli Artigianelli di Fermo, e quella di Lorenzo Parelli a Udine qualche settimana prima, entrambi durante lo svolgimento di uno stage all’interno dei percorsi di formazione professionale.

È bene ricordare le ragioni e il clima alla base di quel ciclo importante di mobilitazione studentesca, la partecipazione diffusa, l’esplosione di un malessere e di una rabbia che covava nei due anni di didattica a distanza e che ad oggi non ha alcuna risposta, meno che mai con gli evanescenti esiti degli “stati generali” della scuola che una parte miope del movimento studentesco proponeva o immaginava come possibile luogo di svolta o di reale dialogo.

USB Scuola in quella giornata aveva indetto uno sciopero del settore, chiedendo le dimissioni del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, l’abolizione di stage formativi e Pcto, il ripensamento totale del modello formativo di questo Paese. Nulla di tutto questo è ovviamente avvenuto, il Ministro Bianchi, sempre più inviso a studenti e lavoratori della scuola, continua ad andare dritto per la sua strada su ogni tema. Le risorse della scuola vengono ridotte, l’economia di guerra stravolge e devasta ogni residua ipotesi di ripensamento serio dei modelli formativi, e la risposta unica, come sempre rimane quella della repressione.

Parteciperemo alla conferenza stampa di Torino, oggi alle 15, e a tutti i momenti di sostegno e solidarietà vera agli arrestati.

A fianco degli studenti, formiamo un mondo diverso.

USB Scuola

Confederazione Unione Sindacale di Base 

Tratto da: Contropiano.org

 

 

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