Vertice Nato-Russia. Mosca: “Senza soluzioni politiche siamo pronti a difenderci militarmente”

Vertice Nato-Russia. Mosca: “Senza soluzioni politiche siamo pronti a difenderci militarmente”

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Si è conclusa ieri in quel di Bruxelles la riunione del Consiglio Russia-Nato presso la sede dell’Alleanza del Nord Atlantico in Belgio. I negoziati hanno avuto inizio alle 10:00 ora locale e sono durati più di quattro ore.

La delegazione russa, nella prima riunione dopo due anni, è rappresentata dal viceministro degli esteri Alexander Grushko e dal viceministro della difesa Alexander Fomin, che hanno partecipato ai colloqui a Ginevra.

Per la NATO il segretario generale Jens Stoltenberg con i rappresentanti dei trenta paesi alleati.

La riunione rappresenta il proseguimento dei negoziati con gli Stati Uniti sulle garanzie di sicurezza, che si sono svolti dal 9 al 10 gennaio in Svizzera. Altre consultazioni sulla stessa questione sono previste per oggi presso la sede di Vienna dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.

 

Queste le premesse del vertice odierno: 

La NATO si dice pronta al dialogo, ma ha già affermato che le bozze di proposte del Cremlino sono “inaccettabili”.

“Intendiamoci: le azioni russe hanno accelerato questo disastro”, ha affermato l’inviata degli Stati Uniti presso la NATO Julianne Smith alla vigilia dei colloqui, mentre gli USA intensificano l’attivismo in Europa.

La Russia vuole accordi legalmente vincolanti che la NATO non invada i suoi confini o non collochi sistemi missilistici a breve distanza dai suoi confini.

Le richieste di sicurezza di Mosca sono rivolte agli Stati Uniti e alle nazioni europee. Mosca non le ha inviate a organizzazioni internazionali come l’Unione Europea (UE) e la NATO. A grandi linee, la posizione della Russia è composta da tre punti chiave: il ritiro delle armi nucleari statunitensi dall’Europa, la cessazione della pratica di schierare le forze convenzionali della NATO vicino ai confini della Russia e creare lì le sue infrastrutture militari e la rinuncia ufficiale della NATO a far entrare l’Ucraina e la Georgia nell’alleanza.

A parere di Mosca, queste misure aiuteranno a porre rimedio a un grave squilibrio di sicurezza in Europa emerso dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia. Ciò contribuirà ad allentare considerevolmente la tensione militare e politica e a ricongiungersi al principio di base affermato da tutti gli Stati membri dell’OSCE al vertice di Istanbul del 1999 secondo cui la sicurezza di uno Stato o di un gruppo di Stati non può essere garantita a spese della sicurezza di altri Stati.

I ministri della Difesa e degli Esteri dell’UE terranno incontri informali questa settimana sulla posizione di sicurezza del blocco e sul dialogo con la Russia.

 

Le prime reazioni

 

Nel corso del Consiglio Nato-Russia sono emerse differenze significative tra Mosca e gli alleati della Nato, non facili da superare. Ma proprio per questo è ancora più importante continuare il dialogo”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg nel corso della conferenza stampa successiva al Consiglio Nato-Russia.

Inoltre Stoltenberg ha affermato che “gli alleati della Nato sono molto chiari sulle prospettive di progresso nei colloqui. Esprimono serie preoccupazioni riguarda il rafforzamento militare russo in e attorno all’Ucraina e invitano la Russia a una de-escation immediata e rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dei suoi vicini”.

Il vice segretario di Stato USA Wendy Sherman tramite Twitter afferma: “Nel Consiglio Nato-Russia di oggi ho riaffermato i principi fondamentali del sistema internazionale e della sicurezza europea: ogni Paese ha il diritto sovrano di scegliere il proprio percorso”.

Al momento non si conoscono le reazioni della delegazione russa.

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Il commento di Mosca

 

Il vice ministro degli esteri russo Alexander Grushko ha evidenziato che la Russia e la NATO non hanno “un ordine del giorno unificante e positivo”.

Descrivendo la conversazione con i rappresentanti dell’alleanza, l’alto funzionario ha notato che è stata “abbastanza franca, diretta, profonda, intensa, ma allo stesso tempo ha rivelato molte divergenze su questioni fondamentali”. Ha aggiunto che uno dei principali problemi a questo proposito è “che la NATO intende il principio di indivisibilità e sicurezza in modo selettivo: agli occhi della NATO esiste solo per i membri dell’alleanza”.

Per quanto riguarda le recenti azioni del blocco transatlantico, Grushko ha evidenziato “il ritorno della NATO agli schemi di sicurezza della guerra fredda” e la priorità dell’obiettivo della deterrenza verso la Russia. Una politica che come effetto genererà una risposta similare di Mosca, ha avvertito il diplomatico: “Se la NATO passa a una politica di deterrenza, da parte nostra ci sarà una politica di contro-deterrenza. Se ci sarà intimidazione, ci sarà una contro-intimidazione. Se c’è una ricerca di vulnerabilità nel sistema di difesa russo, ci sarà anche una ricerca di vulnerabilità nella NATO”.

“Non è una nostra scelta, ma non ci sarà altro modo se non riusciamo a invertire il pericoloso corso degli eventi di oggi”, ha aggiunto Grushko.

“Molto onestamente, abbiamo indicato che un ulteriore deterioramento della situazione porterebbe alle conseguenze più imprevedibili e più disastrose per la sicurezza europea. La Russia non è d’accordo con questo scenario e le misure che proponiamo oggi permettono di invertire fondamentalmente questa situazione, di ricostruire la sicurezza europea basata su principi comuni nell’interesse di tutti, e questo migliorerà non solo la sicurezza militare della Federazione Russa, ma anche quella degli stessi paesi della NATO”.

Il diplomatico ha poi evidenziato che Mosca si riservadi affrontare in ogni modo le minacce dirette degli Stati membri della NATO. “La Russia ha indicato: abbiamo una serie di misure tecnico-militari legittime che applicheremo se sentiamo minacce reali alla sicurezza. Se il nostro territorio è considerato un oggetto da colpire con armi di attacco, prenderemo tutte le misure necessarie per difenderci dalle minacce con mezzi militari, se non ci saranno soluzioni politiche”.

Parlando della politica delle porte aperte della NATO, che il blocco occidentale rivendica, Grushko ha sottolineato che questo non è un principio eterno dell’alleanza. Secondo il diplomatico, alla fine degli anni ’80 e all’inizio degli anni ’90, diversi leader degli Stati membri del blocco assicurarono ai leader sovietici che la NATO non si sarebbe espansa a est dei suoi confini pre-Muro di Berlino. Le promesse sono state poi disattese, quindi adesso la Russia si sente assediata e vuole garanzie di sicurezza.

“Tracciando paralleli storici, ricordiamo che nel 1962 Cuba scelse il proprio percorso di sicurezza. Fu una libera scelta”, ha affermato Grushko, riferendosi alla crisi dei Caraibi. “Ma la via d’uscita non si basò sul difendere i principi, ma su un equilibrio molto razionale degli interessi militari, che contribuì ad allontanare il mondo da una deriva molto pericolosa”, ha poi ammonito.

“Gli interessi razionali nel rafforzare la sicurezza europea richiedono una chiara comprensione del fatto che un’ulteriore espansione dell’alleanza comporta rischi che supererebbero qualsiasi decisione di espandersi ulteriormente”.

Tratto da: Antidiplomatico

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