In Brasile, gli incendi continuano a consumare il polmone verde della Terra.
Da tempo la situazione era stata già notata dallo Spazio attraverso i satelliti NASA e l’INPE (Istituto nazionale per la ricerca spaziale brasiliano) ed era stato dichiarato che rispetto all’anno scorso gli incendi sono più che triplicati.


Grazie alle dichiarazioni di Paulo Roberto de Souza Moutinho, esperto di ambiente e con un’esperienza lavorativa ventennale in Amazzonia, è stato possibile avere una visione d’insieme, a 360 gradi, sulla realtà criminale direttamente implicata in questi incendi in costante aumento.
Riguardo ai responsabili l’esperto ha spiegato come “il disboscamento illegale vuole agevolare la speculazione immobiliare dei grileiros: sono privati che acquisiscono illegalmente terreni falsificando documenti di proprietà. Insomma, questi personaggi entrano nella foresta, la disboscano e l’incendiano per poi venderla. Quest’azione è legata allo sfruttamento dei giacimenti d’oro. Questi due fattori, oro e grileiros, sono legati poi al traffico di droga e armi nella regione. Il racket è molto difficile da combattere, perché convive con il potere pubblico locale. Il finanziamento delle attività illegali inizia da città come São Paulo, Rio de Janeiro e persino dall’estero. Per aprire e gestire l’impianto di un giacimento d’oro con efficienza e rapidità, hai bisogno di piste di atterraggio, aeroplani e bulldozer. Servono soldi e mezzi”.
Sulla questione è arrivata anche l’attenzione dei magistrati che hanno presentato una richiesta di allontanamento del ministro dell’Ambiente, Ricardo Salles.

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Il presidente Bolsonaro ha invitato i turisti a visitare la regione per verificare l’assenza degli incendi, dopo aver dichiarato che la reazione agli eventi è per lui “sproporzionata”.
Il ministro del governo presieduto da Bolsonaro ha eliminato la protezione ambientale negli istmi e alle foreste di mangrovie: questa nuova disposizione comporterà sicuramente effetti negativi all’ambiente.
Come è stato rilasciato dal Moutinho: “Non sono certo che sia stata un’azione pensata dal ministro Salles, ma di sicuro permetterà l’occupazione di fasce di spiagge per investimenti immobiliari, mentre le foreste di mangrovie saranno destinate alla produzione di gamberi.” Queste misure certamente non favoriranno il mantenimento dell’equilibro della vita marina e questo causerà un contraccolpo negativo sui pescatori. Poi ha continuato sulle conseguenze: “Il ministro può persino dire che non era questa la sua intenzione e che la misura era stata prevista in un’altra legislatura, ma la conseguenza è facilmente immaginabile: non vi saranno più vincoli in ambienti fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio della vita marina, e di conseguenza della sopravvivenza dei pescatori.”


La Bolivia a causa degli incendi nella foresta Amazzonica ha decretato lo stato di calamità naturale, vista anche la grande siccità che si è abbattuta sulla regione, rendendola facilmente soggetta agli incendi. In questo modo sarà agevolata nell’ottenimento di aiuti internazionali necessari per fronteggiare i fuochi nella foresta. Secondo l’ong Fundacion Amigos de la Naturaleza (Fan) durante quest’anno è stata distrutta una superficie di foresta maggiore di El Salvador.
Inoltre gli studiosi hanno scoperto che il 40% della foresta Amazzonica sta cambiando e diventando più simile ad una savana. A spiegare quest’ultimo fatto è stato l’esperto principale dello studio, Arie Staal, che ha collegato direttamente clima ideale, incendi e conservazione delle foreste: “Le condizioni più asciutte rendono più difficile il recupero della foresta e aumenta l’infiammabilità dell’ecosistema. Una volta che la foresta pluviale ha varcato la soglia e si è convertita in un misto di bosco e prateria di tipo savana, è improbabile che torni naturalmente al suo stato precedente”.

Tratto da: Antimafiaduemila

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