La strage di Mosca. Muore la figlia di Aleksander Dugin

La strage di Mosca. Muore la figlia di Aleksander Dugin

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Tempo di lettura: 3 min

di Margherita Furlan

“Militia est vita hominis super terram”. Con le parole del Libro di Giobbe Darya Platonova Dugina apriva il suo canale d’informazione su Telegram. Nata per combattere, la figlia del noto filosofo Aleksander Gelʹevič Dugin, commentatrice politica, laureata in filosofia a Mosca nel 2015, 30 anni, è morta sabato 20 agosto, intorno alle 22 ora locale, nei bordi di una strada nei pressi di Mosca, uccisa in un attentato che ha visto esplodere la macchina con cui ritornava dal Festival ‘Tradizione’, nei pressi di Zakharovo. Tra i nomi dei relatori spiccava quello del padre, che avrebbe dovuto ritornare a Mosca su quell’auto maledetta ma che all’ultimo momento ha deciso, per una tragica volontà del destino, di procedere con un altro mezzo.

“Se la pista ucraina” dietro l’omicidio della giornalista russa Daria Dugina “verrà confermata dagli inquirenti, allora si tratterà di terrorismo di Stato da parte di Kiev”.

Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, invitando comunque ad “attendere i risultati delle indagini”. Il leader della Repubblica di Donetsk, Denis Pushilin, ha invece apertamente accusato Kiev:

“Vigliacchi infami! I terroristi del regime ucraino, nel tentativo di eliminare Aleksandr Dugin hanno fatto saltare in aria sua figlia. Era una vera ragazza russa!”

ha scritto Pushilin sul proprio canale Telegram.
Nel frattempo, Aleksander Dugin, giunto immediatamente dopo l’accaduto nel luogo della strage, è stato ricoverato in ospedale. Le immagini parlano chiaro e a un attento occhio italiano sembrano quasi rimandare ai fatti di Palermo di trent’anni fa, ai massacri di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e delle loro scorte, eventi che cambiarono le sorti del Belpaese e del mondo.

Chi abbia messo quella bomba sulla Land Cruiser di proprietà di Aleksander Dugin probabilmente non lo sapremo mai ma il metodo è riconoscibile. Con molta probabilità si tratta di un messaggio di stampo mafioso, che viene lanciato al mondo intero, all’Europa, all’Italia, che proprio ora si prepara a elezioni anticipate. La strage di Mosca indica che nessuno può stare al sicuro, ma soprattutto che chi si avvicina troppo alla Russia corre il rischio di una nuova stagione eversiva. D’altronde è oramai noto, oltre che comprovato, che “Stay Behind operi da tempo in Ucraina. Si tratta di un’operazione paramilitare partorita della NATO e foraggiata dalla CIA che nel dopoguerra, tramite attività segrete militari di sabotaggio, si è resa autrice di massacri, stragi, omicidi, attentati, destabilizzazioni di ogni genere e tipo in tutta Europa. In Italia, il suo nome in codice era Gladio e venne per la prima volta rivelata all’opinione pubblica da Giulio Andreotti solo nel 1990 per evitare che fossero i magistrati che indagavano sui terroristi neri a portarla alla luce. All’organizzazione appartengono cecchini, mercenari, uomini dei servizi, presenti in Ucraina, che nel 2014 – mentre buona parte della stampa acclamava i moti di Kiev come “rivoluzionari” – linciavano dirigenti, bruciavano vivi attivisti nella Camera del Lavoro di Odessa, facevano mattanza di civili a Mariupol, bombardavano col fosforo bianco le città di Slaviansk, Lugansk, Donetsk [https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/88199-tra-minacce-e-fuochi-incrociati-a-kiev-riappare-l-ombra-di-una-gladio-ucraina.html].

Simili sono le modalità omicide. Simili sono le strutture eversive in azione. Maledettamente pericolose le minacce a cui stiamo assistendo. Perché, considerati anche i rapporti esterni alla Russia che Dugin ha sempre coltivato, di operazione internazionale si tratta, tesa evidentemente a mantenere equilibri geopolitici non più precari, bensì già distrutti da decenni di sopraffazione e da un sistema finanziario disumano.

Ieri mattina Aleksander Dugin scriveva queste parole: “È la grande festa della Trasfigurazione del Signore. Chiamata popolarmente festa delle mele, ha un grande significato per la struttura stessa del tempo ortodosso. Non è solo la fine dellestate, è la dimensione spirituale più alta di quello che può essere chiamato il raccolto.”

La lotta per la sopravvivenza del genere umano, stretto in ideologie sterili che più senso non hanno di esistere, è salita a un piano più alto. Mosca non risponderà, non in termini militari. Sa già che l’ex Impero rothschildiano sta per scomparire, dato che palesa gli ultimi colpi di coda di una bestia agonizzante e sanguinante. A noi il compito più arduo: resistere nella battaglia finale.

Tratto da: CasaDelSole.tv

 

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