Coronavirus, Studio di Oxford. La maggioranza della popolazione italiana potrebbe essere già infetta con sintomi lievi o inesistenti

Coronavirus, Studio di Oxford. La maggioranza della popolazione italiana potrebbe essere già infetta con sintomi lievi o inesistenti

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Tempo di lettura: 2 min

di Mirko Busto*

La maggioranza della popolazione Italiana potrebbe già essere infetta dal Coronavirus con sintomi lievi o inesistenti. Lo dice uno studio appena rilasciato dall’università di Oxford.

I risultati dello studio suggeriscono che le epidemie in corso in Inghilterra ed Italia sarebbero iniziate molto in anticipo, almeno un mese prima, della prima morte dichiarata. Inoltre in entrambe i paesi si sarebbero ormai raggiunti livelli significativi di “immunità di gregge”.
 

L’”immunità di gregge” è l’idea che il virus smetterà di diffondersi quando un numero sufficiente di persone li sarà diventato resistente perché già infettati.


I ricercatori dell’università di Oxford hanno costruito un modello matematico calibrato sui dati di mortalità associata al coronavirus in Inghilterra e Italia. L’assunzione principale è che solo una percentuale molto piccola della popolazione è a rischio di malattie che necessitano ospedalizzazione. Solo una piccola parte, quindi , di gruppi a rischio come anziani o persone con patologie critiche come l’asma.

Con una percentuale dell’1% di popolazione a rischio di malattia grave, i risultati per l’Italia ( vedi Figura in basso) mostrano che il momento di ingresso del virus sarebbe avvenuto 10 giorni prima del primo caso confermato e circa un mese prima del primo decesso confermato. Con una percentuale tra il 60% e il 64% della popolazione già contagiate dal Coronavirus entro il 6 Marzo.
 

Ipotizzando un un tasso di popolazione a rischio dello 0,1%, invece, lo studio afferma che l’inizio della trasmissione potrebbe essere avvenuto 17 giorni prima della rilevazione del primo caso e 38 giorni prima della prima morte confermata, con l’80% già infetto entro il 06/03/2020.

Che questi risultati siano confermati o meno questo poco cambierebbe alla necessità delle restrizioni in corso indispensabili per non sovraccaricare ulteriormente il Servizio sanitario nazionale.
 

Leggi lo studio dell’università di Oxford (lingua inglese)

* Mirko Busto ex Deputato M5S in Commissione Ambiente, laureato in ingegneria ambientale con un Dottorato in sistemi produttivi e anni di ricerca al C.C.R. dell’Unione europea

Tratto da: L’Antidiplomatico

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