Pentagono: L’attacco degli Stati Uniti in Siria per ordine di Biden distrugge ‘molteplici strutture’ della ‘milizia appoggiata dall’Iran’

Pentagono: L’attacco degli Stati Uniti in Siria per ordine di Biden distrugge ‘molteplici strutture’ della ‘milizia appoggiata dall’Iran’

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L’ipocrisia dell’amministrazione Biden, che aveva dichiarato pubblicamente la sua intenzione di tornare all’accordo nucleare iraniano del 2015 e allontanarsi dall’approccio bellicoso del suo predecessore si è manifestata nelle scorse ore con un bombardamento. Gli Stati Uniti hanno preso di mira le milizie sostenute dall’Iran in Siria ha dichiarato il Pentagono, aggiungendo che gli attacchi aerei sono stati approvati dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden e progettati come rappresaglia per gli attacchi missilistici alle basi statunitensi (illegali) in Iraq. “Su indicazione del presidente Biden, le forze militari statunitensi questa sera hanno condotto attacchi aerei contro le infrastrutture utilizzate dai gruppi militanti sostenuti dall’Iran nella Siria orientale”, ha dichiarato il portavoce del Pentagono John Kirby. L’attacco è avvenuto giovedì intorno alle 18:00 ora orientale.

Kirby ha fatto eco ai precedenti resoconti dei media secondo cui il bombardamento del territorio siriano fosse una rappresaglia ai “recenti attacchi contro il personale americano in Iraq”. Dopo il vile assasioni degli usa del generale Soleimani durante una missione diplomatica il Parlamento iracheno e il governo iracheno chiesero il ritiro delle truppe di occupazione USA dal loro territorio. Washington non ha dato seguito alla richiesta e nelle ultime settimane si sono incrementati gli attacchi contro i convogli delle forze USA in una chiara strategia di guerriglia. Kirby ha affermato che gli attacchi hanno inflitto gravi danni alle infrastrutture di “un certo numero di gruppi militanti sostenuti dall’Iran, tra cui Kait’ib Hezbollah e Kait’ib Sayyid al Shuhad”, sottolineando che “più strutture” sono state distrutte. Rapporti non confermati dalla Siria parlavano di esplosioni nei pressi di Al-Bukamal, una città nella provincia di Deir-ez-Zor vicino al confine con l’Iraq. Gli attacchi aerei segnalati arrivano dopo una serie di attacchi missilistici contro la Green Zone a Baghdad, la Base aerea di Balad e l’aeroporto internazionale di Erbil in Iraq nelle ultime due settimane. Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità e il Pentagono non ha ufficialmente incolpato nessuno. Lo stesso Biden negli anni scorsi guidò il coro dei democratici che all’epoca denunciavano gli attacchi missilistici del presidente Donald Trump, affermando in particolare che “era come gettare un candelotto di dinamite in una polveriera”. Il presidente della Camera Nancy Pelosi (D-California) aveva dichiarato che l’assasinio di Soleimani rischiava di “provocare un’ulteriore pericolosa escalation di violenza” ed era stato intrapreso senza l’autorizzazione del Congresso. Smascherata dunque l’ipocrisia della politica a stelle e strisce che a parti invertite dimostra di perseguire gli stessi fini criminali e belligeranti.

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Fonte foto: RT

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