‘Trainspotting’ 25 anni dopo. Scozia: capitale europea della morte per droga

‘Trainspotting’ 25 anni dopo. Scozia: capitale europea della morte per droga

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Tempo di lettura: 6 min

Di Luca Grossi

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Così i giovani scelgono la “non vita” perché hanno l’eroina

Ho scelto di non scegliere la vita. Ho scelto qualcos’altro. E le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando hai l’eroina?”.Come dimenticare quelle parole così cariche di cinismo. Uno dei monologhi più famosi della storia del cinema. “Non scelgo la vita“, aveva detto Ewan McGregor nell’adattamento cinematografico del 1996 di “Trainspotting”, il crudo romanzo di Irvine Welsh (del 1993) su un gruppo di amici tossicodipendenti che vivevano a Edimburgo. Nel 2004 il film è stato definito come il miglior film scozzese di tutti i tempi in un sondaggio di pubblico generale. Si può dire, usando le parole della CNN, che il film “ha acceso i riflettori sul problema della droga in Scozia”, ma purtroppo, la realtà in cui si trova il Paese ha superato di molto il dramma-story di ‘Trainspotting’: secondo un recente rapporto dell’agenzia di statistica nazionale scozzese, il tasso di mortalità per droga nel Paese è il più alto d’Europa con 1.339 decessi registrati nell’ultimo anno, ossia più di tre morti al giorno su una popolazione di appena 5,4 milioni. Sempre secondo il rapporto la percentuale di decessi in Scozia ha superato tre volte e mezzo il tasso di decessi per droga di tutto il Regno Unito, della Svezia, e della Norvegia. “Irvine Welsh ci ha fatto un favore“, ha detto alla CNN Roy Robertson, professore di Medicina delle dipendenze presso l’Università di Edimburgo, che ha lavorato come medico in città per più di 40 anni. La pubblicazione originale del libro nel 1993 è stato “un momento storico“, ha affermato Robertson. “Per quelli di noi che lavoravano e vivevano in quel settore in quel momento, era davvero un ritratto molto accurato del problema“.  Secondo i dati riportati dal medico, all’inizio degli anni ’80 c’è stata “un’ondata di eroina afgana e iraniana che è arrivata nell’Europa occidentale, che era molto più pura rispetto agli altri standard“, ha detto Robertson. Ancora oggi i tossicodipendenti più anziani “parlano molto bene di quell’eroina, pura al 50%, e che non aveva bisogno di essere mescolata con nient’altro“. Nonostante il tempo “le spade” continuano a mietere molte vite e oggi i consumatori hanno maggiori probabilità di integrare la dose con altre droghe per incentivarne l’effetto, ha affermato Robertson. In effetti, il rapporto della scorsa settimana ha rilevato che nel 93% di tutti i decessi correlati alla droga sono state trovate più di una sostanza nel corpo del defunto, esempi ricorrenti ne sono gli oppiacei, il metadone e le benzodiazepine.
Ma quali sono le cause sociali correlate?
Il film sembra racchiudere la risposta nella celebre frase di Mark Renton, interpretato magistralmente da Mcgregor: “Eccomi là. Circondato dalla mia famiglia e dai cosiddetti amici. Non mi ero mai sentito così solo. Mai in tutta la vita.” Solitudine, abbandono e povertà sono gli elementi che accompagnano la società contemporanea. I veri attori del dramma che tentiamo ipocritamente di nascondere. Lo ha confermato anche Austin Smith, portavoce dello Scottish Drugs Forum, il quale ha detto  che i fattori comuni tra gli scozzesi alle prese con il consumo di droga sono la povertà, la violenza domestica, l’abuso e l’abbandono. Smith ha aggiunto che negli ultimi due decenni, anche l’offerta illegale di droga è diventata più grande e più complessa. In precedenza, la gente rubava o, come dice Smith, “prendeva in prestito” le benzodiazepine da altri a cui erano state legittimamente prescritte. Ora, ha detto, c’è “un’importazione di massa di vaschette di plastica piene di benzodiazepine” lasciando trapelare una certa preoccupazione per il crescente aumento delle domanda di questa sostanza. Le cifre record dei morti non lasciano dubbi e i dati della scorsa settimana sono motivo di vergogna per il primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon, leader del Partito nazionale scozzese e già anche segretario alla sanità dal 2007 al 2012.
Il numero di vite perse a causa della droga è inaccettabile, ognuna una tragedia umana“, ha scritto Sturgeon su Twitter, aggiungendo che il governo scozzese “non si sottrae alla responsabilità e siamo determinati ad apportare cambiamenti che salveranno vite“. Ma i critici hanno affermato che il governo scozzese in passato ha pesantemente disinvestito nel contrasto alla droga e all’alcol. Tuttavia negli ultimi due decenni si è visto almeno un cambiamento positivo, ha detto Smith: il modo in cui i politici parlano dei tossicodipendenti. In precedenza, “i politici di tutti i partiti erano cauti nel difendere un gruppo di persone così emarginato e stigmatizzato come i consumatori di droga“, ha affermato. Negli ultimi due decenni, l’età media dei decessi per droga in Scozia è aumentata costantemente da 32 a 43 anni. Secondo il rapporto, quasi i due terzi di tutti i decessi correlati alla droga riguardavano persone di età compresa tra 35 e 54 anni. Ciò che il rapporto non ha esaminato sono i decessi aggiuntivi per cause legate alla droga come la violenza, suicidio, infezione da HIV, ‘epatite C’ e cancro ai polmoni, che in tutto potrebbero essere circa mille all’anno.

 

Così i giovani scelgono la “non vita” perché hanno l’eroina

 

Ho scelto di non scegliere la vita. Ho scelto qualcos’altro. E le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando hai l’eroina?”.Come dimenticare quelle parole così cariche di cinismo. Uno dei monologhi più famosi della storia del cinema. “Non scelgo la vita“, aveva detto Ewan McGregor nell’adattamento cinematografico del 1996 di “Trainspotting”, il crudo romanzo di Irvine Welsh (del 1993) su un gruppo di amici tossicodipendenti che vivevano a Edimburgo. Nel 2004 il film è stato definito come il miglior film scozzese di tutti i tempi in un sondaggio di pubblico generale. Si può dire, usando le parole della CNN, che il film “ha acceso i riflettori sul problema della droga in Scozia”, ma purtroppo, la realtà in cui si trova il Paese ha superato di molto il dramma-story di ‘Trainspotting’: secondo un recente rapporto dell’agenzia di statistica nazionale scozzese, il tasso di mortalità per droga nel Paese è il più alto d’Europa con 1.339 decessi registrati nell’ultimo anno, ossia più di tre morti al giorno su una popolazione di appena 5,4 milioni. Sempre secondo il rapporto la percentuale di decessi in Scozia ha superato tre volte e mezzo il tasso di decessi per droga di tutto il Regno Unito, della Svezia, e della Norvegia. “Irvine Welsh ci ha fatto un favore“, ha detto alla CNN Roy Robertson, professore di Medicina delle dipendenze presso l’Università di Edimburgo, che ha lavorato come medico in città per più di 40 anni. La pubblicazione originale del libro nel 1993 è stato “un momento storico“, ha affermato Robertson. “Per quelli di noi che lavoravano e vivevano in quel settore in quel momento, era davvero un ritratto molto accurato del problema“.  Secondo i dati riportati dal medico, all’inizio degli anni ’80 c’è stata “un’ondata di eroina afgana e iraniana che è arrivata nell’Europa occidentale, che era molto più pura rispetto agli altri standard“, ha detto Robertson. Ancora oggi i tossicodipendenti più anziani “parlano molto bene di quell’eroina, pura al 50%, e che non aveva bisogno di essere mescolata con nient’altro“. Nonostante il tempo “le spade” continuano a mietere molte vite e oggi i consumatori hanno maggiori probabilità di integrare la dose con altre droghe per incentivarne l’effetto, ha affermato Robertson. In effetti, il rapporto della scorsa settimana ha rilevato che nel 93% di tutti i decessi correlati alla droga sono state trovate più di una sostanza nel corpo del defunto, esempi ricorrenti ne sono gli oppiacei, il metadone e le benzodiazepine.
Ma quali sono le cause sociali correlate?
Il film sembra racchiudere la risposta nella celebre frase di Mark Renton, interpretato magistralmente da Mcgregor: “Eccomi là. Circondato dalla mia famiglia e dai cosiddetti amici. Non mi ero mai sentito così solo. Mai in tutta la vita.” Solitudine, abbandono e povertà sono gli elementi che accompagnano la società contemporanea. I veri attori del dramma che tentiamo ipocritamente di nascondere. Lo ha confermato anche Austin Smith, portavoce dello Scottish Drugs Forum, il quale ha detto  che i fattori comuni tra gli scozzesi alle prese con il consumo di droga sono la povertà, la violenza domestica, l’abuso e l’abbandono. Smith ha aggiunto che negli ultimi due decenni, anche l’offerta illegale di droga è diventata più grande e più complessa. In precedenza, la gente rubava o, come dice Smith, “prendeva in prestito” le benzodiazepine da altri a cui erano state legittimamente prescritte. Ora, ha detto, c’è “un’importazione di massa di vaschette di plastica piene di benzodiazepine” lasciando trapelare una certa preoccupazione per il crescente aumento delle domanda di questa sostanza. Le cifre record dei morti non lasciano dubbi e i dati della scorsa settimana sono motivo di vergogna per il primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon, leader del Partito nazionale scozzese e già anche segretario alla sanità dal 2007 al 2012.
Il numero di vite perse a causa della droga è inaccettabile, ognuna una tragedia umana“, ha scritto Sturgeon su Twitter, aggiungendo che il governo scozzese “non si sottrae alla responsabilità e siamo determinati ad apportare cambiamenti che salveranno vite“. Ma i critici hanno affermato che il governo scozzese in passato ha pesantemente disinvestito nel contrasto alla droga e all’alcol. Tuttavia negli ultimi due decenni si è visto almeno un cambiamento positivo, ha detto Smith: il modo in cui i politici parlano dei tossicodipendenti. In precedenza, “i politici di tutti i partiti erano cauti nel difendere un gruppo di persone così emarginato e stigmatizzato come i consumatori di droga“, ha affermato. Negli ultimi due decenni, l’età media dei decessi per droga in Scozia è aumentata costantemente da 32 a 43 anni. Secondo il rapporto, quasi i due terzi di tutti i decessi correlati alla droga riguardavano persone di età compresa tra 35 e 54 anni. Ciò che il rapporto non ha esaminato sono i decessi aggiuntivi per cause legate alla droga come la violenza, suicidio, infezione da HIV, ‘epatite C’ e cancro ai polmoni, che in tutto potrebbero essere circa mille all’anno.

Tratto da: Antimafiaduemila

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