Russia e Usa nuove scintille alla vigilia dei colloqui sull’Ucraina

Russia e Usa nuove scintille alla vigilia dei colloqui sull’Ucraina

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Viceministro Ryabkov: “Delusi dai segnali di Washington e Bruxelles”

Botta e risposta tra Usa e Russia alla vigilia dei colloqui di Ginevra su sicurezza e controllo delle armi, incentrati sul conflitto in Ucraina. Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha parlato con l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell, sottolineando l’importanza di coordinare le azioni a sostegno della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina e ha ribadito la minaccia di una “risposta severa” contro Mosca in caso di aggressione a Kiev. Non si è fatta attendere la risposta di Mosca, arrivata dal vice ministro degli Esteri, Sergei Ryabkov, il quale ha escluso qualsiasi “concessione” agli Usa nel colloquio in Svizzera e ha espresso la “delusione” di Mosca “per i segnali giunti in questi giorni da Washington, ma anche da Bruxelles”.
Parlando all’agenzia di stampa “Sputnik” il viceministro ha aggiunto che questi segnali “riflettono una mancanza di comprensione su ciò di cui abbiamo bisogno. Occorrono garanzie legali, garanzie vincolanti che la Nato non si espanderà ulteriormente, l’eliminazione di tutte le alleanze create sulla scorta delle fobie antirusse e di fraintendimenti sull’essenza delle politiche russe dal 1997“.
Secondo il New York Times, l’amministrazione Biden e i suoi alleati stanno predisponendo una serie di “dure sanzioni” finanziarie, tecnologiche e militari contro la Russia, che diventerebbero effettive nel giro di “poche ore” in caso di invasione dell’Ucraina.
Gli Stati Uniti hanno discusso di recente il piano assieme agli alleati: tra le misure considerate, l’embargo verso Mosca della tecnologia made in Usa e il sostegno militare agli ucraini, che si troverebbero impegnati al confine contro l’occupazione russa.
Il quotidiano newyorkese ha anche ricordato che generalmente queste manovre non vengono anticipate, ma i consiglieri del presidente Biden hanno l’obiettivo di far capire a Mosca a cosa andrà incontro se dovesse passare dalle minacce alle vie di fatto nelle prossime settimane.

Ultimatum storico alla Nato: Mosca chiarisce le sue linee rosse

E’ chiaro dunque il motivo per cui vi sia una grande attesa per la giornata di domani.
Da tempo il presidente russo, Vladimir Putin, ha chiesto alla Nato di rinunciare a qualsiasi mira di espansione ad Est, e di escludere ufficialmente la possibilità di far entrare tra gli alleati del patto atlantico la stessa Ucraina. Biden ha già detto che su questo punto non è disposto a trattare. Prima del botta e risposta, il governo Usa aveva fatto trapelare un certo ottimismo in merito ad una possibile “intesa” con Mosca sul dispiegamento di missili in Europa e sulle manovre militari.
Nella loro conversazione della scorsa settimana, il presidente Usa, Joe Biden e il suo collega russo, Vladimir Putin, hanno riconosciuto che “ci sono aree in cui si possono compiere progressi significativi” e altre in cui “può essere impossibile arrivare ad un accordo”. I negoziati saranno guidati dal vicesegretario di stato americano Wendy Sherman e dal viceministro della difesa russo Sergei Ryabkov. La priorità della Russia è il dialogo con gli Stati Uniti, ma Mosca ha anche concordato con l’Alleanza Atlantica un vertice a Bruxelles mercoledì prossimo, nell’ambito del Consiglio Nato-Russia.
Tutto ciò avviene mentre la Russia è impegnata anche in Kazakistan dove è intervenuta con l’invio di soldati per aiutare il presidente Kassym-Jomart Tokayev a riprendere il controllo della situazione dopo l’arresto per ‘alto tradimento’ del capo dell’Intelligence, Karim Masimov, dopo cinque giorni di violenze e scontri. Un punto, quest’ultimo, di cui Mosca non parlerà con Washington. A sottolinearlo è lo stesso Ryabkov: “No. Cosa c’è da discutere con gli americani? Questo argomento non è affare loro. Dovrebbero rendersi conto che i loro tentativi di vedere una mano della Russia ovunque sono vuoti“.

Tratto da: Antimafiaduemila

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