I responsabili della diplomazia russa si sono sentiti particolarmente offesi dalle dichiarazioni e dall’atteggiamento dei massimi esponenti della UE, in particolare dalla Ursula von der Leyen (presidente della Commissione europea ).
Risulta che ormai le relazioni tra Russia e Occidente hanno raggiunto il livello più basso dagli ultimi decenni: il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha affermato che “..se l’ Europa non vuole un dialogo normale, allora possiamo smettere di comunicare con i suoi leader”. Lo ha detto letteralmente.
“Negli ultimi vent’anni abbiamo sempre avuto un senso della nostra dignità. Ma le persone responsabili della politica estera in Occidente non capiscono la necessità di conversazioni reciprocamente rispettose. Forse dovremmo smettere di comunicare con loro per un po”. Soprattutto Ursula von der Leyen (presidente della Commissione europea) dice che non esiste una partnership geopolitica con l’attuale governo russo. Quindi così sia, se lo vogliono “. (Ria Novosti)

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Allo stesso tempo, in una dichiarazione del portavoce del Presidente della Federazione Russa, Dmitry Peskov, questi ha fatto eco a quanto detto dal ministro Lavrov affermando che il Cremlino ha apprezzato le parole di Lavrov sulla possibile chiusura del dialogo con l’Ue. La recente dichiarazione di von der Leyen secondo la quale, “è importante separarsi dall’illusione che la Russia sotto l’attuale leadership sarà in grado di ripristinare lo status di partner geopolitico dell’Unione europea” , ha dato molto fastidio e Lavrov che ha definito questa “una dichiarazione molto seria dalla bocca del più alto funzionario della Commissione europea”. E questa non è un’esagerazione: l’Europa chiarisce di non essere soddisfatta della leadership russa – inoltre, non va bene sia perché persegue una politica interna scorretta da un punto di vista europeo, sia perché “interferisce” negli affari interni dell’Europa ed è generalmente configurata in modo estremamente distruttivo.
In sostanza, l’Europa stessa si sta rivolgendo alle persone che rappresentano la Federazione Russa, sostituendo gli interessi statali e le relazioni interstatali con rivendicazioni alle autorità russe, e apprezzamenti negativi di questa natura, che indicano chiaramente un profondo senso di superiorità (morale – ma non solo) dell’Europa rispetto alla Russia. Ci siamo resi conto che i funzionari russi sono incorreggibili e non vogliamo più considerarti partner (dicono i funzonari e burocrati della UE).

Si può tollerre una offesa del genere? I russi si sono giustamente infuriati e minacciano di troncare ogni rapporto.
Inoltre, per la stessa Europa, una simile linea nei confronti della Russia è estremamente poco redditizia, ma cosa fare se i burocrati della UE mancano di ragione o indipendenza geopolitica? La Russia non può assolutamente ficcare nel cervello di questi burocrati l’idea di un ordine mondiale benefico (anche per l’Unione europea) nelle teste dei leader dell’UE. Ma la Russia può dichiarare che si rifiuta di dialogare con questo tono: se non vuoi comunicare in modo rispettoso e su un piano di parità, allora non comunicheremo affatto.
Lo ha detto Sergei Lavrov martedì alla presentazione del rapporto del Valdai Club, e mercoledì ha continuato il pensiero durante un’intervista con tre stazioni radio russe (compresa la radio Sputnik). I giornalisti hanno iniziato a chiarire la dichiarazione rilasciata il giorno prima: com’è la questione- smetteremo di comunicare? Hanno chiesto.

Stiamo parlando del dialogo politico, che, tra l’altro, non riguarda solo le relazioni puramente russo-europee, ma anche gli affari internazionali in generale, compresi i punti di crisi più importanti. Naturalmente, la Russia manterrà un tale dialogo con i singoli paesi europei, ma può rifiutarlo con un organismo come l’Unione europea, che afferma:
“Che i russi, in linea di principio, non sono maturati abbastanza per essere un partner geopolitico dell’Unione europea”. “Correre e umiliarci è al di sotto della nostra dignità. Non credo che dobbiamo guardare costantemente a ciò che l’Occidente dice di noi”, ha proseguito Lavrov.
La UE dimentica che sono lontani i tempi in cui la Russia doveva dimostrare di essersi “purificata” sotto lo sguardo del cosidetto “mondo civilizzato”, nella speranza di farsi accettare nella “grande famiglia” delle democrazie occidentali. Sono finiti quei tempi (quelli di Eltsin, burattino dell’Occidente) e la Russia ha completamente ripristinato la sua sovranità – non solo sulla scena mondiale, ma, soprattutto, in casa propria.

Non si tratta solo di mettere le cose in ordine nel paese e di un potere centrale funzionante, ma di essere tornata a una visione del mondo indipendente, inclusa una visione geopolitica dei propri interessi nazionali formulati in modo autonomo sulla base della propria storia e tradizione. Questo è un segnale chiave non solo di una grande potenza, ma di un paese indipendente che non può prendere lezioni da chi è subordinato a poteri esterni.
Lavrov ha definito le sanzioni dell’UE contro la Russia una conseguenza della pressione diretta degli Stati Uniti e ha messo in guardia l’Unione europea sulle conseguenze della politica nei confronti della Russia.

Tuttavia, nonostante le pressioni e le provocazioni che l’Occidente attua contro la Russia, né Sergei Lavrov né Vladimir Putin possono essere definiti giocatori geopolitici deboli, o sognatori separati dalla realtà, tamtomeno opportunisti tattici: loro perseguono ostinatamente una linea di politica estera che riporti la Russia nel suo posto nel mondo, e in un mondo che viene riformattato e creato in questa fase storica sotto i nostro occhi dove la Russia è un protagonista diretto.

Fonti : Ria Novosti – Valdai club.com, Controindicazione

Luciano Lago

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