di Contropiano.org

Nelle ultime settimane l’aumento dei contagi ha messo a nudo ancora una volta la condizione di forte carenza e insufficienza di cui soffre il sistema sanitario nazionale, e di cui lavoratori e lavoratrici della sanità (oltre che pazienti) sono i primi a pagare il prezzo.

Ciò avviene a causa di privatizzazioni, aziendalizzazione e tagli (anche per rispettare i vincoli europei) portati avanti da governi di ogni colore sia a livello nazionale che regionale. Parliamo di oltre 37 miliardi di tagli solo negli ultimi 10 anni, assenza di oltre 100.000 tra medici e infermieri, perdita di oltre il 60% dei posti letto dal 1981, ospedali che funzionano come aziende e che trattano la salute come una merce.

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È evidente qui nel Lazio dove Zingaretti, segretario Pd e presidente della Regione, ha chiuso ben 16 ospedali. In questa partita perdiamo tutti – lavoratori e lavoratrici, cittadini/e, utenti – tranne quelli che grazie alla privatizzazione e l’aziendalizzazione della sanità pubblica stanno aumentando i propri profitti.

Non possiamo più accettare che l’arricchimento degli imprenditori della sanità privata privato venga prima della salute e del benessere collettivo.

Pretendiamo un sistema sanitario universale, pubblico e umanizzato che sia gestito come un bene pubblico e non come un’azienda.

Vogliamo nuovi investimenti, la riapertura delle struttura sanitarie vergognosamente chiuse con la scusa di tagliare, e in realtà a tutto beneficio dei soliti privati, nuove assunzioni e stabilizzazioni, nonché il miglioramento delle condizioni di lavoro ad oggi inaccettabili.

Riaprire gli ospedali che in questi anni sono stati chiusi è un ulteriore passo nella lotta per affrontare questa crisi affermando i nostri interessi, in quanto lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, disoccupati e disoccupate, contro chi fino ad ora li ha sacrificati in nome del profitto di pochi.
Rompiamo il ricatto tra la salute e i nostri diritti.

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