di  Pasquale Cicalese

La pazzia dei tempi moderni. Due note.

Considerate un operaio alla catena di montaggio con ritmi infernali, un camionista che viaggia 14 ore al giorno, un muratore di 63 anni ancora sui cantieri, una commessa di un ipermercato sfiancata dalla clientela. Il frutto, o meglio il sangue, di questa gente va in mano a industriali, commercianti, finanzieri, banchieri ecc. I quali stando a quanto riporta oggi Milano Finanza, detengono 2335 miliardi di euro nel risparmio gestito che va a finire nella carta finanziaria. Se non è folle tutto questo, ditemi voi cos’è la follia. Si chiama modo di produzione capitalistico.

L’altra faccia di tutto questo è un’antra notizia. Ho visto siti e giornali di oggi. Nessuno riporta la notizia di ieri.

La banca centrale italiana ieri ha comunicato nel bollettino della Bilancia dei Pagamenti che, nei dodici mesi terminati a settembre, il surplus delle partite correnti è pari al 3.4% del pil. Per chi non lo sapesse (Wikipedia ci viene in aiuto) la bilancia dei pagamenti, il conto delle partite correnti, o conto corrente, registra le transazioni internazionali in merci e servizi, redditi e trasferimenti unilaterali correnti. I crediti riportano le entrate derivanti da esportazioni di beni e servizi, nonché da prestazioni dei fattori produttivi (lavoro di residenti, capitale di proprietà di residenti) utilizzate da altri paesi. Ed elemosiamo denari alla Ue quando siamo pieni di soldi, quasi creditori netti esteri. L’informazione ha un ruolo in tutto questo, ma mi domando: possibile che in Accademia non ci sia nessuno che lo dica? Un conformismo peggio del fascismo, se non altro perché all’epoca c’erano dissidenti che scrivevano capolavori al confino. Assurda epoca, la nostra.

Fonte: L’Antidiplomatico

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