Il Cartello Finanziario e le élite che controllano Stati e democrazie. Intervista al giornalista Francesco Amodeo

Il Cartello Finanziario e le élite che controllano Stati e democrazie. Intervista al giornalista Francesco Amodeo

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Tempo di lettura: 12 min

Di Francesco Piras

Ci siamo mai interrogati sul ruolo che hanno le lobbies e su quale sia veramente il loro raggio d’azione per influenzare l’economia, la politica e l’intera società? Francesco Amodeo, giornalista d’inchiesta, ha scritto due dei suoi ultimi libri, “La Matrix Europea” e il “Diego Rivoluzionario”, proprio per rispondere a questo quesito. In queste inchieste, egli mostra le modalità con cui le élites finanziarie entrano nelle maggiori istituzioni politiche, economiche e sociali, con l’obiettivo di influenzare direttamente il corso degli eventi che comunemente vengono percepiti come “causali” o “necessari”. Per portare maggiore consapevolezza su questi gruppi di potere, l’associazione No LockDown Emilia Romagna aveva organizzato un evento a Modena lo scorso 16 ottobre, invitando proprio Amodeo come relatore. Più di trecento persone venute da ogni parte d’Italia hanno partecipato all’incontro, durante il quale il giornalista ha cercato di spiegare, basandosi sulle sue ricerche e sui dati oggettivi che sono emersi, l’esistenza di un cartello finanziario speculativo, per il quale “la democrazia non è che un modo di costituzione dell’autorità, e non è detto che possa essere applicato universalmente”. Si è discusso inoltre, di quanto sia “pericoloso dare il proprio paese, la propria sovranità, in mano a chi la strumentalizza per i propri interessi”, e di come questi gruppi di potere stiano cercando, riuscendo nel loro intento da decenni, di imporre politiche neoliberiste a danno delle classi sociali meno abbienti. In particolare, è un fatto ormai evidente che le élites occidentali, a fronte della Cina che sta crescendo economicamente a ritmi sempre più sostenuti, stiano perdendo progressivamente leadership internazionale. Ma per raggiungere il “dragone”, secondo le analisi sorte, è necessario abbattere i costi del lavoro, i diritti dei lavoratori, tagliare la spesa pubblica e i servizi sociali. Di conseguenza, i più grandi ostacoli alla competizione sui mercati sembrerebbero essere proprio le Costituzioni, le quali garantiscono condizioni di parità ed uguaglianza per tutti i cittadini, di eguale accesso alle risorse e che assicurano condizioni che concretamente possano favorire il “pieno sviluppo della persona umana”, ma anche gli Stati per come comunemente vengono percepiti. Secondo il ricercatore, solo se i popoli vengono veramente svuotati della propria sovranità, il potere economico e finanziario può finire nelle mani dei rappresentanti del “turbocapitalismo”.
E questo è proprio ciò che è emerso dalle inchieste dell’autore, il quale ha dimostrato la graduale perdita delle sovranità nazionali, che ha caratterizzato la storia delle democrazie occidentali negli ultimi trent’anni. In base ai dati presentati nell’incontro, questo processo è in continuo stato di avanzamento.

Riunioni Bilderberg: chi partecipa e con quali scopi?


Sono tante le coincidenze che legano i partecipanti alle riunioni di queste lobbies ed organizzazioni internazionali alle nomine dei vertici delle maggiori istituzioni europee ed internazionali. Il Gruppo Bilderberg riunisce ogni anno circa centotrenta tra le personalità più influenti e potenti del mondo. A questi incontri a porte chiuse, da dove non esce nessun verbale o relazione, partecipano banchieri, presidenti delle più potenti multinazionali del mondo, Capi di Stato, Primi Ministri, vertici delle istituzioni europee come la Commissione Europea e il Consiglo Europeo, Direttori della CIA e i dirigenti dei maggiori media mainstream. Sono tante le coincidenze che legano i partecipanti ai riservatissimi meeting con la scelta dei rappresentanti della politica, dell’economia e dei sistemi di informazione.

Tra coloro che hanno attraversato le cosiddette “porte girevoli” troviamo: Bill Clinton, presente al meeting del 1991 e che diventò poi Presidente degli Stati Uniti nel 1992; Angela Merkel, che dopo la partecipazione alla riunione del Bilderberg tenutasi a maggio 2005 divenne Cancelliera tedesca a settembre dello stesso anno; Christine Lagarde, che in seguito alla sua presenza al meeting del 2009 divenne poi direttrice del Fondo Monetario Internazionale e nel 2019 presidente della Banca Centrale europea; Ursula Von Der Leyen, l’attuale Presidente della Commissione Europea; Monica Maggioni, presente al meeting del 2014 e divenuta poi direttrice della Rai; Romano Prodi, ex presidente della Commissione Europea ed ex Presidente del Consiglio in Italia; Mario Monti, ex Presidente del Consiglio in Italia; Ignazio Visco, attuale Governatore della Banca D’Itala; Mario Draghi, Presidente del Consiglio in carica.

E proprio nel suo libro, Francesco Amodeo tenta di spiegare come i fedeli rappresentanti del Cartello Finanziario siano diventati i veri dominus della nostra politica e della nostra economia, dirigendo le scelte di governo, non a favore del popolo o delle classi socialmente più svantaggiate e in difficoltà, bensì contro di esse.

Di seguito l’intervista di Francesco Amodeo rilasciata ai microfoni di ANTIMAFIADuemila



Francesco Amodeo, nelle sue inchieste lei individua una cupola sovranazionale mondiale che persegue un’agenda politica univoca, all’ombra dei popoli e della gente comune. In quali organizzazioni lei vede e riconosce questa cupola di potere? Come agisce? Attraverso quali personaggi politici si concretizza?


“La cupola è quella che io definisco il cartello finanziario internazionale. Porta avanti fin dagli anni ’70 un progetto che, come termine “complottista”, si chiama “Nuovo Ordine Mondiale”. Ma è un termine reale, tant’è vero che uno dei suoi fautori, Henry Kissinger, gli ha dedicato un libro a questo titolo. In nuovo ordine economico mondiale implica di mettere assolutamente da parte le democrazie, e sostituirle con delle tecnocrazie (…) Loro reputano i processi democratici troppo lenti e farraginosi, e soprattutto un ostacolo per quelli che sono invece i loro obiettivi oligarchici ed elitari. Il secondo obiettivo è quello di far fuori le Costituzioni. Loro lo scrivono nero su bianco nei loro report, basti leggere “The Crisis of Democracy” dove loro scrivono che le Costituzioni andrebbero stracciate perché sono troppo socialiste, quindi troppo sbilanciate in favore dei popoli, e questo è anche un problema per le oligarchie. Quindi democrazia e Costituzione sono i primi nemici messi nel mirino da questo progetto di nuovo ordine economico mondiale. Il terzo sono sicuramente le libertà dei popoli, che vanno ad intralciare la libertà di movimento delle oligarchie. Come fare tutto questo? Organizzandosi, creando delle organizzazioni sovranazionali, svincolate da ogni controllo democratico, e attraverso queste organizzazioni infiltrare i Governi, infiltrare i media, infiltrare la magistratura, entrare nel tessuto sociale, economico e politico dei vari Paesi che si intende dominare. Detto così, mi rendo conto, può sembrare la classica “teoria del complotto” ma le organizzazioni sono ufficiali (…) E qui faccio riferimento a quelle organizzazioni come può essere il Bilderberg, come può essere la Commissione Trilaterale, come può essere il CFR in America, come può essere il RIIA, che sono delle organizzazioni ufficiali, totalmente censurate dai media. Vanno avanti dagli anni ’60 e non appaiono mai sui giornali. Queste organizzazioni servono proprio per fare da trade d’union tra queste oligarchie, tra i rappresentanti di queste oligarchie europee ed americane, in modo da poter provare a stendere il loro piano, la loro agenda di dominio ed infiltrare i Governi. Vi faccio un esempio. Nel 2011, era giugno. Io ero a Saint Moritz, fuori da un hotel a cinque stelle dove si riunivano questi cento esponenti di queste oligarchie, e vidi entrare personaggi molto influenti, quindi vedi entrare David Rockefeller, vidi entrare Henry Kissinger, il presidente di Google, c’erano alcuni direttori dei servizi segreti americani, quindi personaggi di massimo spessore. Tra di loro vidi entrare un italiano che si chiamava Mario Monti, che per me che lo vedevo entrare per la prima volta in quelle riunioni era semplicemente un rettore di una Università italiana. Quindi, sicuramente mi sembrò molto strano vedere il rettore di una Università entrare in una riunione a porte chiuse per tre giorni con personaggi del calibro di Rockefeller o di Henry Kissinger. Tutto quello che mi sembrò strano a giugno del 2011, mi venne chiarito qualche mese dopo, quando quegli stessi potentati bancari che avevano i loro esponenti all’interno di quelle riunioni – per esempio c’era il presidente di Deutsche Bank, c’era il presidente di Goldman Sachs e della Banca Centrale Europea – quegli stessi personaggi cominciarono una serie di speculazioni sui mercati, che guarda caso fecero impennare lo spread e, parlando di crisi dello spread, si cominciò a vociferare di un governo tecnico, e si cominciò a vociferare che a capo del governo tecnico avrebbero messo il rettore della Bocconi di Milano. Quindi per me fu facilissimo, al netto di ogni complotto, fare due più due e capire che stavano organizzando la presa di potere del Governo italiano attraverso un personaggio di spicco di quelle organizzazioni. Perché qui non si parla di complotto, ma si parla di conflitto di interessi. Quello che ci hanno presentato come Rettore della Bocconi di Milano, è ufficialmente il presidente europeo della Commissione Trilaterale di Rockefeller, è il membro del direttivo del Bilderberg di Rockefeller, è il presidente della Lobby belga Bruegel, è membro della Commissione Attali per il rilancio della Francia (…) Per loro è considerato un membro delle élite nato e cresciuto in quegli ambienti, allevato in quegli ambienti, per portare avanti un’agenda, ed è l’agenda che lui ha portato avanti al Governo. Mi ero anche reso conto che l’agenda non era solo italiana. In quel caso mi ero reso conto che l’agenda era prima europea, prima ancora di poter dimostrare che era un’agenda mondiale, cosa che sono riuscito a dimostrare con il mio ultimo libro “Il Diego Rivoluzionario”. Con questo sto raccontando “La Matrix Europea”, quindi mi fermo all’Europa. Mi rendo conto di questo perché, parallelamente, la stessa cosa era avvenuta in Grecia. Ma quando dico parallelamente dico nella stessa settimana. Cioè un governo democraticamente eletto euroscettico, che voleva fare addirittura un referendum sull’Euro, guidato da Papandreou, viene fatto cadere con la scusa della crisi economica, e arriva un membro di quelle stesse organizzazioni, Papademos. Papademos era stato vice presidente della Banca Centrale Europea, era stato presidente della Banca di Grecia quando la Grecia truccava i conti con la Goldman Sachs per farla entrare nell’Euro. Quindi era esattamente speculare a Monti in Italia.

Quindi era esattamente speculare a Monti in Italia. Quindi mi ero reso conto che non c’era possibilità di pensare che fossero coincidenze. Due personaggi totalmente speculari prendevano il controllo di due governi in Europa, appartenenti alle stesse oligarchie quindi con le stesse intenzioni (…) Guardatevi le date di quando è salito al governo Papademos, quando è arrivato Monti, quando è arrivato Draghi alla Banca Centrale Europea, tutto si è consumato in dieci giorni. Quindi il Cartello Finanziario metteva le mani sui governi. Da quel momento in poi avevano praticamente l’Europa in pugno, l’Europa in mano.

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Quindi è possibile individuarlo questo Cartello Finanziario che agisce a livello planetario. Una prova di questo è la sua ultima opera, “Il Diego Rivoluzionario”, che raccoglie un’inchiesta ben documentata, che ci mostra effettivamente come siano collegate queste agende politiche. Ci può descrivere meglio come si collega la strategia di potere applicata in Europa a quella che troviamo poi anche in Sud America?


“Quello di cui abbiamo parlato fino adesso è per quanto concerne l’Europa. Mi sono poi reso conto che tutte le politiche portate avanti soprattutto in Italia durante quel Governo erano funzionali proprio a quel Cartello Finanziario che aveva voluto la salita al Governo di Monti. Tutto questo nel totale silenzio, nella totale omertà generale. Nessuno ha capito nulla di quanto stesse accadendo. Parallelamente ho spostato poi le mie inchieste, per capire quando era nato questo progetto che, essendo nato negli anni ’70, non poteva vedere le sue fasi conclusive nel 2011. Era evidente che i primi step erano stati compiuti proprio negli anni ’70. Quindi, questa inchiesta mi ha portato in Sudamerica. Quindi il neoliberismo, il progetto di Nuovo Ordine Mondiale nasce in Sudamerica come laboratorio. Solo che in Sudamerica, per imporre i primi punti di questa agenda hanno dovuto usare delle vere e proprie dittature, cioè hanno dovuto rovesciare tutti i governi democraticamente eletti ed imporre delle sanguinose dittature alla luce del sole. Oggi, invece, assistiamo alla seconda parte di questa agenda, dove noi diciamo di essere in una dittatura, ma non lo siamo palesemente, il che è molto subdolo, perché mentre in una dittatura originale come erano quelle sudamericane vi era uno scontro verticale, vi erano i dittatori contro il popolo, e il popolo era consapevole di subire – e quindi pronto prima o poi a ribellarsi, e le dittature, prima o poi, così, quando sono palesi finiscono, è sempre successo nel mondo –, oggi, invece, lo scontro è orizzontale: popolo contro popolo, nessuno sa chi sono i dittatori, nessuno è consapevole di essere all’interno di una dittatura, di una dittatura mascherata, e lo scontro è diventato orizzontale.

Sono le fazioni dei popoli che si scontrano tra di loro. Oggi le hanno divise in “No vax” e “Pro vax”, “Si Green Pass” e “No Green Pass”, sei mesi fa era “Si MES” e “No MES”, “Si Euro” e “No Euro”, questo sono riusciti a fare. Quindi la situazione è molto grave proprio da questo punto di vista. Andando in Sudamerica mi sono reso conto che il neoliberismo quindi nasce con il Colpo di Stato di Pinochet in Cile, colpo di Stato che da documenti desegretati è stato interamente finanziato dagli apparati americani e voluto dal Segretario di Stato Henry Kissinger, e lì mi trovo Henry Kissinger in tutte le dittature. Io nel libro “Il Diego Rivoluzionario” racconto la dittatura del ’78 in Argentina, quando loro addirittura devono far vedere al mondo che in Argentina non c’è una dittatura, che è tutto sereno e tutto tranquillo, quindi addirittura organizzano i mondiali del ’78 in Argentina, in piena dittatura. A 500 metri dallo stadio dove si giocavano le partite di calcio venivano torturati i famosi desaparecidos, ragazzi dell’età vostra, attivisti che andavano a prendere la sera nelle case, li portavano nei centri di tortura a pochi metri dagli stadi, e tutti i media del mondo hanno nascosto la notizia. Tutti i media del mondo erano complici di questo progetto degli apparati americani. Quindi quando oggi mi dicono, ma possibile che tu credi in una regia globale? La regia globale già c’è stata, già è stata dimostrata, basta guardare indietro. Non dobbiamo vedere quello che sta succedendo oggi, guardiamo quello che è successo in passato, quando c’è stata una dittatura in Argentina, con i ragazzi che venivano torturati nei centri di tortura, caricati sugli aerei, i famosi “Aerei della morte”, e gettati nell’Oceano, e il mondo è rimasto inerme, i media sono rimasti inermi. Pensate che nello stesso palazzo a Buenos Aires c’era l’ufficio della Rizzoli, al piano di sotto c’era l’ufficio di Massera, il torturatore della dittatura, e al piano di sotto ancora c’era l’ufficio di Calvi del Banco Ambrosiano. Quindi la finanza italiana e le banche erano tutti complici di quello che stava succedendo. Però, che cosa succedeva? Che il gruppo Rizzoli, per comprare il Gruppo Aurilli in Sudamerica aveva bisogno di soldi. Quei soldi glieli fece avere Licio Gelli della P2, che stava così con Kissinger, tant’è vero che li ritroviamo nello stadio insieme, la sera, a fare festa insieme, Kissinger, Gelli e Videla…”

“Quello che non ci hanno detto – e a me serve per tirare in ballo Maradona – è che (Maradona) aveva fatto delle organizzazioni proprio insieme a Fidel Castro e Chavez per bloccare il progetto di Nuovo Ordine Mondiale, per bloccare il progetto neoliberista. L’organizzazione si chiama “ALBA”, ovvero “Alleanza Bolivariana per le Americhe” in onore di Simon Bolivar che era il rivoluzionario (…) (Maradona) organizza nel 2005 a Mar del Plata – c’era Bush che doveva firmare il Trattato di Libero Scambio, il Trattato del Free Trade Agreement, che avrebbe reso il Sudamerica una colonia americana – un treno con 160 rivoluzionari a bordo, cioè 160 personaggi dei maggiori gruppi rivoluzionari sudamericani (…) arrivano a Mar del Plata, circondano il vertice di Bush con 50mila persone che le avevano raggiunte e riesco ad affossare l’ALCA, che non viene firmata. Quindi questa diciamo che è la prima vittoria dei popoli contro il neoliberismo. Perché la racconto attraverso le gesta di questo calciatore? Ognuno può prendere le distanze dalla vita a Cuba, dalle dittature, da Chavez, tutto, io non entro nel merito politico. Quello che io voglio dimostrare è che il personaggio più famoso del mondo dell’epoca, dello sport più conosciuto al mondo, ha fatto delle gesta fortissime contro il neoliberismo e contro il progetto del Nuovo Ordine Mondiale e nessuno al mondo le conosce. Cioè le ritroviamo solo dai documenti desegretati, ma nessuno le conosce. Questo vi fa capire il grado di censura che c’è. Quindi a me serve tirare in ballo Maradona per far capire il grado di censura (…) quando le gesta di un personaggio del genere vengono oscurate, allora ti fa capire il grado di censura che c’è. Poi, come vengono punti i personaggi che decidono di lottare contro il potere invece di abbracciarlo, quindi come lo hanno fatto crollare negli anni (…) Quindi è importante capire quello che è successo con la dittatura in Argentina e quello che è successo in quegli anni, perché lì esce palesemente la regia mondiale, perché ovviamente per tenere nascosta una dittatura del genere dovevano avere d’accordo tante persone, e lì si capisce che regia mondiale non vuol dire mettere d’accordo attorno a un tavolo 7 miliardi di persone, vuol dire metterne d’accordo 70. Quindi quando la gente capisce questo si rende anche conto del perché con la pandemia può succedere la stessa cosa. Cioè possono nascondere nuovamente una dittatura al resto del mondo. Non perché ci siano 7 miliardi che sono complici, ma perché ne bastano 70 nei ruoli chiave, a partire dall’OMS, dall’EMA, dall’AIFA, ai quotidiani dei giornali ed ai leader politici ed hanno concluso. È quello che hanno fatto in quegli anni, negli anni ’70, ed è quello che stanno facendo adesso”.

Lei arricchisce tutte le sue inchieste con fonti e documenti ufficiali ed incontrovertibili. Visto che questo “cartello finanziario” esiste e sembrerebbe operare all’ombra dei governi e dei popoli, lei quali soluzioni può indicare, vista l’incapacità di porre in essere delle risposte e delle azioni che possano contrastare concretamente questa cupola di potere?


“Più che muovere all’ombra dei governi, loro i governi proprio li creano. Loro non è che sono riusciti ad operare con tutti i governi. Loro, quando devono portare avanti dei punti della loro agenda, sono costretti a farli cadere i governi, proprio perché hanno bisogno dei loro uomini nel posto chiave. Nel 2011, loro avrebbero anche potuto manovrare il governo Berlusconi. Questo perché Berlusconi, essendo un uomo implicato con la finanza, con le SpA, con le aziende che ha, era comunque facilmente ricattabile e manipolabile. Ma loro hanno bisogno proprio del loro uomo, per portare avanti delle cose a termine, preparate al puntino. Quindi, nel 2011 hanno avuto bisogno di Monti, e nel 2021 hanno avuto bisogno di Draghi, come in Grecia hanno avuto bisogno di Papademos e in Francia hanno avuto bisogno di Macron. Quindi, quello che bisognerebbe far capire alla gente, è chi sono quelli che operano per nome e per conto di questo cartello. E non bisogna assolutamente accettare che questo possa accadere. Quindi noi oggi la buttiamo sul “No Green Pass” o sul “Sì Green Pass”, ma questo è solamente una conseguenza di quello che noi abbiamo accettato in passato. Anzi, buttarlo in questa diatriba è divisivo. Non vi dico quanto è divisivo “Si Vax” o “No Vax”, è la cosa più divisiva al mondo, perché non ha senso. Quelli sono due personaggi, due categorie, mosse dalla paura. Due paure diverse (…), ma che hanno tutto in comune. E il potere strumentalizza la paura e mette in atto la “Shock Economy”: approfittare dello stato di paura del popolo per imporre la propria agenda ed accelerarla. Hanno capito questo ed ora stanno andando avanti, perché si sono resi conto che la paura è il minimo comun denominatore di tutta la popolazione, la sfruttano un po’ per uno, un po’ per l’altro, e vanno avanti con la loro agenda. Io feci, sei mesi prima dell’arrivo di Draghi, un appello su ByoBlu: “Aiutatemi a scongiurare l’arrivo di Draghi”.

Non è che avevo la palla magica. Se aprite “La Matrix Europea”, su Mario Draghi avevo scritto proprio che egli sarebbe stato probabilmente il prossimo Presidente del Consiglio tecnico in Italia. Non perché ho la palla magica, ma perché sapendo chi sono i burattini sai come devono operare. Sanno che per portare avanti certi punti hanno bisogno proprio di quel personaggio lì, non ne possono mettere un altro. Non possono neanche metterne uno e corromperlo dopo. Se noi guardiamo alla Commissione Trilaterale, che si è riunita nel 1983 a Roma, c’era Kissinger, c’era Rockefeller, c’erano rappresentanti della Chiesa, poi c’erano Prodi e Monti. Quindi se non capiamo come li hanno “allevati” fin dagli anni ’80 per quello che dovevano fare nel 2011 e nel 2021, non capiamo nulla.

Nel 1992, se prendiamo i giornali, è scritto “Italia capofila nel mondo per le privatizzazioni”, era la svendita del patrimonio pubblico, oggi troviamo scritto sui giornali “Italia capofila nel mondo per le vaccinazioni”. Nel 1992 c’era Draghi a curare le privatizzazioni nell’appositamente costituita Commissione per le Privatizzazioni in seguito all’incontro sul Panfilo Britannia. Oggi c’è Draghi, e non può essere un caso. Hanno avuto dello stesso personaggio per i medesimi obiettivi”.

Tratto da: Antimafiaduemila

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