Stato d’emergenza prorogato fino al 31 ottobre. Uno scenario per l’autunno

Stato d’emergenza prorogato fino al 31 ottobre. Uno scenario per l’autunno

28 Luglio 2020 0 Di VivereInformati

di Kartana 

A quanto pare lo stato di emergenza verrà prorogato al 31 ottobre. Motivo: i contagi sarebbero ancora alti e 10 milioni di ragazzi dovrebbero tornare a scuola.

E dopo che succede? Poniamo uno scenario.

In autunno chi non ha mai avuto un raffreddore, una tosse, chi non ha mai preso la febbre? Che facciamo, li addebitiamo tutti al Covid? Immaginiamo un lavoratore di fabbrica o d’ufficio a cui si misura la febbre in entrata, alla presenza di tutti. Se registra, che so, 37.5 o 38 panico generale, verrà isolato per settimane e non potrà andare al lavoro.

Inizierà la trafila di Asl, medico di base, unità operative che gli faranno il tampone e disinfetteranno i luoghi dove è stato. Poi contatteranno i suoi familiari e tutta la gente con cui ha avuto a che fare. E magari è un’influenza che so, per un mal di denti. Immaginiamo i bambini a scuola, chi non prende l’influenza?

Verranno isolati, assieme alle madri, per settimane. Tutti sospetteranno di tutti molto più di adesso, che già vige la fobia. Mi dicono che in Cina, diconsi Cina, tutta questa fobia collettiva non c’è.

Tutto questo perché c’è una classe dominante incapace di gestire la pluridecennale crisi economica che investe tutto l’Occidente. Hanno provato con tutto. Ora si aggrappano al pacco europeo e oggi scopri che i prestiti sono senior, logica per cui ci sarà un macello finanziario con il nostro debito pubblico, che verrà declassato. Hanno fatto di uno problema sanitario una sorta di repressione collettiva, e intanto avanzano le richieste di riforma del lavoro, abrogazione del reddito di cittadinanza e di quota 100.

La classe dominante va all’attacco, vuole tutto. Gli italiani sospetteranno del proprio vicino potenziale Covid e, se non basta, se la prenderanno con i migranti. La civiltà non era mai stata così in basso dall’epoca del fascismo.

Tratto da: L’Antidiplomatico