Arcelor Mittal, commissari ex Ilva: con addio riduzione Pil di 3,5 miliardi di euro

Arcelor Mittal, commissari ex Ilva: con addio riduzione Pil di 3,5 miliardi di euro

21 Gennaio 2020 0 Di VivereInformati

“Le conseguenze economiche attivate dall’inadempimento di Arcelor Mittal”, ossia “il fallimento del progetto di preservazione e rilancio dei Rami d’azienda”, porterebbero “ad un impatto economico pari ad una riduzione del Pil di 3,5 miliardi di euro, pari allo 0,2% del Pil italiano e allo 0,7% del Pil del Mezzogiorno”. Lo scrivono i legali dei commissari dell’ex Ilva nella memoria depositata nella causa civile in corso a Milano sull’addio del gruppo franco-indiano al polo siderurgico con base a Taranto. Con la decisione del Tribunale del Riesame dello scorso 7 gennaio sulla facoltà d’uso dell’altoforno 2 dello stabilimento di Taranto “è così venuto meno, già in fatto, il presupposto di gran parte delle argomentazioni avversarie”, scrivono nella memoria di replica ad Arcelor Mittal. “Su scudo conclamata falsità” L’affermazione di Arcelor Mittal secondo cui “la mancata estensione temporale dello scudo penale renderebbe ‘impossibile attuare il piano ambientale senza incorrere in responsabilità (anche penali) conseguenti a problemi ambientali ereditati dalla precedente gestione’ non è una semplice mistificazione ma piuttosto una conclamata falsità”, si legge ancora nella memoria di replica presentata dai legali dei commissari. “Da illegittimo scioglimento contratto da parte Arcelor Mittal danno irreparabile” Per i legali “l’illegittimo scioglimento del Contratto da parte” di Arcelor Mittal “comporterebbe il gravissimo ed irreparabile danno legato al mancato conseguimento dello scopo al quale era finalizzata la lunga procedura competitiva di vendita degli anni 2016-2018 (ed al quale Arcelor Mittal si era impegnata a seguito della stipulazione del Contratto)” e “quindi alla definitiva e tombale frustrazione del piano per  il rilancio industriale dei Rami d’Azienda, e per lo sviluppo economico e la bonifica ambientale delle aree e territori sui quali insistono”. “Su contratto tesi mistificatoria” La tesi di Arcelor Mittal di una ‘esatta esecuzione’ del contratto di affitto degli stabilimenti di Taranto “è del tutto mistificatoria” e porta ad evidenziare come il gruppo “non abbia mai regolarmente adempiuto al contratto e il livello del proprio inadempimento si sia gradualmente accresciuto man mano che la controparte comprendeva la propria inabilità a gestire in modo economicamente efficace i rami d’azienda presi in carico”, si legge nella memoria. Nella memoria depositata al giudice civile, i commissari dell’ex Ilva contestano inoltre ad Arcellor Mittal di non fargli verificare le condizioni dello stabilimento in affitto. “Nonostante gli impegni assunti in udienza – si legge nel documento – si rifiuta ostinatamente di consentire alle ricorrenti qualsiasi tipo di verifica e sopralluogo finalizzati a controllare l’effettiva situazione e la correttezza della ben laconica, generica e del tutto insufficiente informazione ricevuta. Una situazione che evidentemente preclude in larga parte di verificare il reale ed effettivo spessore delle attività di gestione e conduzione dei rami d’azienda”. 

Fonte: Rainews