Il Sud si svuota, l’Italia si allaga, ma i fondi che ci sono non si spendono

Il Sud si svuota, l’Italia si allaga, ma i fondi che ci sono non si spendono

4 Novembre 2019 0 Di VivereInformati

Dal rapporto Svimez, che oggi viene presentato al Parlamento, risulta innanzitutto che oltre 2 milioni di persone dal 2000 ad oggi, di cui la metà giovani fino a 34 anni, e quasi un quinto con un titolo di studio universitario, sono emigrati dal Mezzogiorno all’estero.

Perdita gravissima, questa, di una risorsa fondamentale, qual è quella di persone istruite, indispensabili per la rinascita e lo sviluppo economico del Sud Italia.

Inoltre detto rapporto precisa che le somme effettivamente spese del Fondo Sviluppo e Coesione (nel quale confluiscono sovvenzioni italiane ed europee), per il periodo che va dal 2014 a tutto il 2019, costituiscono appena il 19% del totale, che ammontava a circa 70 miliardi di euro, di cui l’80% destinato alle regioni meridionali.

In questa situazione di assoluta incapacità delle amministrazioni regionali è indispensabile che il governo faccia ricorso al primo comma dell’articolo 118 della Costituzione utilizzando il principio di sussidiarietà verticale, in esso sancito, e cioè sostituendosi con drastici provvedimenti all’inerzia colpevole delle Regioni, sia del Nord che del Sud. È infatti estremamente inaccettabile che nella situazione di crisi in cui ci troviamo restino inutilizzate somme così alte e tanto necessarie.

Si ricordi che c’è un modo soltanto per i risolvere la crisi economica che ci attanaglia: bloccare le privatizzazioni e le svendite, nazionalizzare le imprese che delocalizzano, gettando sulla strada migliaia di operai con le loro famiglie (vedi la Whirlpool di Napoli), persino dopo aver lucrato le nostre sovvenzioni statali, e provvedere alla realizzazione di opere che non producono merci da collocare sul mercato, come il ristabilimento idrogeologico d’Italia, investimenti questi ultimi che danno una spinta reale alla circolazione della moneta, finalità che non può essere raggiunta con il quantitative easing di carattere neoliberista praticato dalla BCE.

Precisiamo in proposito che ai sensi dell’articolo 42, comma 2, della Costituzione, il proprietario, che volutamente non assicura lo scopo della funzione sociale del bene che possiede (nel nostro caso le industrie), perde la tutela del suo diritto di proprietà, per cui le nazionalizzazioni cui poco prima si è fatto cenno, sarebbero a costo zero, in quanto la proprietà di quei beni deve intendersi passata, secondo i casi, nel patrimonio dello Stato o degli enti territoriali interessati.

Il caso Whirlpool, una impresa americana che ha sette fabbriche in Italia, potrebbe essere il primo esempio di attuazione del citato articolo 42 della Costituzione, per la cui attuazione giacciono in Parlamento la proposta di legge Fassina e il disegno di legge Nugnes ed altri, che danno una definizione costituzionalmente esatta del concetto di proprietà privata sancito dall’articolo 832 del Codice civile, che fu emesso sotto la vigenza dello Statuto Albertino.

Invitiamo pertanto il governo a provvedere all’immediata nazionalizzazione delle industrie Whirlpool, nonché delle altre industrie che, come l’Alitalia, ineriscono a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia, in ossequio all’articolo 43 della Costituzione secondo il quale: “devono essere in mano pubblica o di comunità di lavoratori o utenti le imprese che riguardano i servizi pubblici essenziali, le fonti di energia e le le situazioni di monopolio”, e utilizzando, per l’appunto, i fondi non spesi di cui in premessa.

In particolare, per quanto riguarda il caso Whirlpool ricordiamo che, oltre al citato articolo 42, comma 2, Cost., deve ritenersi applicabile anche l’articolo 41 Cost., relativo alle negoziazioni, secondo il quale: “l’iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana (cioè il licenziamento degli operai).

Si tratta di una norma imperativa che rende applicabile l’articolo 1418 del Codice civile il quale prevede la nullità degli atti per violazioni di questo genere

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”