La trattativa Stato-mafia. Ecco perché la mafia vive ancora

La trattativa Stato-mafia. Ecco perché la mafia vive ancora

11 Settembre 2019 0 Di VivereInformati

Dal momento della sua comparsa fino ad oggi ci sono state persone che si sono battute e tuttora si stanno battendo per sconfiggere la mafia. Giovanni Falcone definì la mafia come un fenomeno “umano”, deducendone quindi che, come ogni cosa umana, sarebbe finita.

Oggi, a quasi trent’anni da quell’affermazione, dopo la morte di Falcone, Borsellino, e di tutti gli eroi come loro, anche se in forma più discreta, la mafia esiste ancora, ed è in continuo fermento.

La domanda che viene da porsi è: «Perché?»

C’è qualcosa che ancora oggi le dà supporto, che la tiene in vita con la scusa di “limitarne i danni”. Questo fenomeno ha il nome di: “TRATTATIVIA STATO-MAFIA”.

Naturalmente e per fortuna non tutto lo Stato lavora di concerto con la mafia, altrimenti saremmo sotto assedio. Si tratta di una piccola ma cospicua parte delle istituzioni; dai semplici impiegati comunali ai politici di un certo livello.

I nomi degli uomini di legge che trattano con la mafia sono di sicuro protetti in archivi mafiosi, accessibili solo a pochi, pronti ad essere fatti sparire in caso di emergenza –come accadde al momento dell’arresto di Totò Riina. Casualmente, solo giorni dopo il suo arresto le autorità andarono ad ispezionare il suo covo, che naturalmente era già stato ripulito- e pronti ad essere usati nel caso in di ripensamento dei “soldati” della mafia al servizio dello Stato. Proprio così, la mafia arruola, tramite tangenti o minacce, uomini di Stato al suo servizio, creando così una falla nello stesso sistema che la combatte, rendendo la lotta alla mafia un conflitto SENZA FINE.

Una ulteriore riflessione che ci sentiamo di fare è la seguente: ma come mai lo stato, che a differenza delle mafie, possiede una marina militare, un’aviazione e un esercito con tanto di mezzi pesanti di terra e attrezzature non pone fine a queste organizzazioni invece di farsi minacciare? La nostra risposta è che quelle poche decine di persone che statisticamente detengono la maggior parte delle ricchezze del mondo tirino le fila sia di pezzi importanti dei governi che delle organizzazioni criminali e che quindi la lotta tra di loro (a parte rare eccezioni) si riduca ad un mero teatrino di facciata.

A cura di VivereInformati e blogantimafia