Trattativa stato-mafia: alcune indiscrezioni rilevanti emerse dal processo

Trattativa stato-mafia: alcune indiscrezioni rilevanti emerse dal processo

28 Febbraio 2019 2 Di VivereInformati

Pubblichiamo un piccolo estratto delle parole del sostituto procuratore nazionale antimafia Nino Di Matteo, pronunciate in un recente incontro pubblico. Noi come Vivere Informati sosteniamo l’importantissimo lavoro di questo prezioso uomo dello Stato e lo ringraziamo, ne condividiamo anche le parole qui di seguito riportate. “Mi permetto di ricordarvi a proposito della condotta contestata a Dell’Utri e della minaccia recepita da Berlusconi in sintesi quelli che sono, dopo centinaia di udienze, i risultati a cui la corte è pervenuta. Il reato di minaccia a corpo politico dello stato si è consumato anche nei confronti del primo governo Berlusconi, già in occasione della formazione del partito politico Forza Italia maturò in cosanostra, tanto nell’ala facente capo agli alleati di Riina tanto nell’ala contrapposta facente capo a Provenzano, la decisione di appoggiare il partito appena costituito nella precisa convinzione che grazie al canale diretto con il suo fondatore Silvio Berlusconi, garantito fin dagli ampliamente sperimentati dal 1974 rapporti con Marcello Dell’Utri, si sarebbero potuti ottenere i benefici per il quale tutta l’organizzazione si era impegnata nel 92. Berlusconi fu sempre messo a conoscenza di tale rapporto è ciò è incontestabilmente dimostrato dall’esborso da parte delle società facente capo a Berlusconi di ingenti somme di denaro. I giudici dicono; è stato dimostrato che tali pagamenti sono proseguiti anche dopo che Berlusconi aveva assunto l’incarico di presidente del Consiglio almeno fino al Dicembre del 1994. Noi viviamo in uno stato in cui un presidente del Consiglio continuava a versare centinaia di milioni nelle casse di cosanostra che in quel momento faceva saltare in aria magistrati, poliziotti e cittadini comuni. Ecco perché non si parla di questo processo; ecco perché noi dobbiamo essere isolati, ecco perché a noi non ci invitano in televisione per parlare della sentenza o per parlare del libro, ecco perché tutti hanno interesse a mantenere il silenzio. Qui non è in discussione soltanto la colpevolezza di questo o di quell’altro imputato, qui è in discussione la conoscenza di fatti, e questa conoscenza è stata negata ed è tutt’ora negata al popolo italiano. Ecco perché è importante parlare e ricordare perché i giudici affermano che nel corso del dibattimento è stato dimostrato che molti uomini politici ascoltati sono stati quantomeno reticenti. Perché è necessario che voi sappiate sulla base di quali considerazioni noi pubblici ministeri, e la corte ci dà ragione, riteniamo che l’ex presidente della Repubblica Scalfaro abbia mentito quando è stato sentito nella fase delle indagini da me e dal collega Ingroia. Poi ognuno si può fare le idee che vuole, ma quello che non può andare bene è il nascondimento dei fatti che sono emersi nel processo.”